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Denzel Dumfries è partito per Madrid e ora l’Inter deve trovare chi lo sostituisce sulla fascia destra. Non è un’operazione semplice: le prime due piste, Palestra e Khalaili, sono già saltate, e a oggi in casa nerazzurra non esiste ancora un piano C definito. Marotta e Ausilio lavorano sotto traccia, con un obiettivo chiaro: dare a Chivu un rinforzo affidabile senza sforare i paletti economici fissati dalla proprietà.
Le prime due piste sfumate: Palestra e Khalaili
Il primo nome sfumato è quello di Palestra, che ha scelto la proposta economica e il progetto tecnico del Chelsea di Xabi Alonso. Il secondo, Khalaili, sembrava ormai a un passo dall’Inter: l’affare si è invece arenato per motivi legati all’idoneità a giocare in Italia, con il calciatore non riuscito a completare l’iter previsto. Una frenata che, secondo una ricostruzione della trattativa, libererebbe circa 25 milioni di euro che il club nerazzurro può ora reinvestire su un altro profilo per la corsia destra.
La linea di mercato secondo Marotta
A tracciare la rotta del mercato nerazzurro è stato lo stesso presidente Giuseppe Marotta, in conferenza stampa. Due i concetti ribaditi con chiarezza: “Non c’è spazio per mecenatismo o spese folli, se non puoi spendere serve fantasia”. E ancora: “Si può sopperire con la creatività, andando a ricercare giocatori sconosciuti ma con prospettive valide”. Parole che spiegano bene perché la dirigenza nerazzurra stia scandagliando il mercato su più tavoli, alla ricerca del miglior rapporto tra qualità tecnica e sostenibilità economica.
I profili sul taccuino di Marotta e Ausilio
La lista dei candidati per la fascia destra, come riporta Calciomercato.com, è lunga e in continuo aggiornamento: da Doué dello Strasburgo a Spence del Tottenham, da Molina dell’Atletico Madrid a Wanderson del Monaco, da Norton-Cuffy del Genoa a Ryerson del Borussia Dortmund. A questi si aggiungono, secondo altre indiscrezioni di mercato, anche i nomi di Dodo della Fiorentina e di Belghali del Verona, al momento piste più defilate.
Tra i profili più caldi delle ultime ore c’è proprio Djed Spence, che avrebbe superato nelle gerarchie l’ivoriano Doué: lo Strasburgo valuta il proprio giocatore circa 40 milioni di euro, mentre il cartellino dell’inglese si aggirerebbe intorno ai 30 milioni, una cifra più in linea con il budget fissato dal club. L’ostacolo principale, in questo caso, è il calendario: Spence è impegnato con l’Inghilterra di Thomas Tuchel al Mondiale, e potrebbe rendersi disponibile solo ad agosto inoltrato, a ridosso dell’avvio del campionato. Il giocatore, sotto contratto con il Tottenham fino al 2029, avrebbe già dato tramite gli agenti il proprio assenso a un trasferimento, qualora i due club trovassero l’intesa.
Il ritorno di fiamma: Ivan Perisic
Sullo sfondo di tutte queste valutazioni resta un nome che scalda il cuore di ogni tifoso interista: Ivan Perisic. Il croato, dopo il tentativo sfumato di gennaio, potrebbe tornare di attualità nelle prossime settimane. Lo stesso Perisic, dopo la sfida mondiale contro il Ghana, non ha usato mezzi termini: “A gennaio il PSV non mi ha lasciato andare. Il direttore e il presidente dell’Inter sanno dove sono, se vogliono devono solo trovarmi”. Parole che confermano quanto già emerso nell’ultima finestra di mercato, quando Marotta e Ausilio avevano provato a riportarlo in nerazzurro senza però convincere il club olandese a lasciarlo partire.
Classe 1989, Perisic ha ancora numeri di tutto rispetto: nelle ultime due stagioni con il PSV ha collezionato 78 presenze e 26 gol. A 37 anni non nasconde la voglia di lasciare ancora il segno e il suo passato in nerazzurro parla da solo: 254 presenze, 55 gol e 50 assist con la maglia dell’Inter.
Perché Perisic resta un’opzione concreta
Per l’Inter, oggi, Perisic non è la prima scelta sulla lista, ma il suo nome resta scritto e potrebbe scalare posizioni nelle prossime settimane. I vantaggi sarebbero due: il costo contenuto del cartellino, considerato il rapporto con il PSV già decisamente meno rigido rispetto a gennaio, e l’esperienza di chi conosce già l’ambiente nerazzurro alla perfezione, senza bisogno di tempi di ambientamento. In più, la sua duttilità tattica, capace di giocare sia a destra che a sinistra, lo renderebbe un jolly prezioso per Chivu, in una fase in cui l’Inter valuta profili a tutto campo per completare la rosa.
Il nodo tattico: chi eredita il ruolo di Dumfries
Al di là dei nomi, resta il tema tattico più delicato per Chivu: trovare un profilo capace di garantire le stesse letture offensive e difensive che Dumfries offriva sulla corsia destra, in un sistema di gioco che ha sempre fatto della fascia una delle armi principali dell’Inter degli ultimi anni. Un esterno che sappia spingere con continuità, ma anche coprire con ordine in fase di non possesso: caratteristiche che accomunano, con sfumature diverse, quasi tutti i profili attualmente sul taccuino della dirigenza.
