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Inter-Brugge 3-4: tripletta di Tresoldi e notte horror a San Siro, zero punti in Champions

Inter-Brugge 3-4: tripletta di Tresoldi e notte horror a San Siro, zero punti in Champions

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Trenta tiri, tre gol, quattro subiti: a San Siro finisce in incubo

Inter-Club Brugge 3-4. Non è un refuso, è il risultato della seconda giornata di Champions League a San Siro.

L’Inter ha calciato trenta volte, ne ha centrate dodici nello specchio, ha costruito sei grandi occasioni e ha segnato tre gol. Il Club Brugge ne ha tirate quindici, cinque in porta, e ne ha fatti quattro.

Sommario

In mezzo, due errori individuali che hanno spaccato la partita e la tripletta di Nicolò Tresoldi, l’attaccante italiano che alla vigilia aveva raccontato di essere tifoso del Milan e di vivere questa trasferta come un derby personale. Tre gol a San Siro: il derby se l’è preso tutto lui.

Dall’altra parte, la doppietta di Lautaro Martínez — tornato al gol in Champions dopo oltre un anno — e la rete di Bonny nel recupero non sono bastate.

La serata era cominciata con Marotta che a Sky Sport diceva: «Dobbiamo mettere fieno in cascina e partire bene in casa». Ed era la partita del ritorno di Yann Sommer, tre anni in nerazzurro, oggi tra i pali del Brugge: «È speciale per me essere qui, quando sono entrato mi ha fatto un po’ strano».

Primo tempo: l’Inter crea, il Brugge colpisce

L’avvio è tutto nerazzurro. Al 3′ Diouf si inserisce da sinistra e costringe Sommer al primo intervento. Al 5′ un passaggio di Bisseck manda Thuram davanti alla porta: palla fuori di un niente. Al 10′ e al 22′ Lautaro prova due volte da fuori, senza fortuna.

Al quarto d’ora il possesso dice 69%-31% per l’Inter, che però non riesce a sfondare. E al 26′ il Brugge si affaccia per la prima volta: sul suo primo corner Tresoldi sfugge al marcatore e colpisce il palo destro, con Josep Martínez battuto.

Al 27′ l’occasione più nitida del tempo è nerazzurra: Zieliński si presenta solo davanti a Sommer ma viene rimontato da un difensore al momento del tiro, e il pallone sfila dietro le spalle del portiere.

Poi l’episodio che cambia la partita. Al 28′, sul contropiede nato proprio dal corner dell’Inter, Çalhanoğlu stende Carlos Forbs in area: rigore e ammonizione. Dal dischetto va Tresoldi, che spiazza Josep Martínez calciando nell’angolo opposto al tuffo. 0-1 al 30′.

L’Inter reagisce con rabbia. Al 32′ Çalhanoğlu colpisce la traversa con una conclusione potentissima da fuori, con Sommer battuto. Al 35′ Lautaro trova la rete sulla punizione dello stesso turco, ma l’assistente alza la bandierina: fuorigioco, e il VAR conferma.

Il pareggio arriva al 43′, e arriva con una giocata di qualità: Thuram lavora il pallone sulla fascia sinistra, serve Dimarco in area, colpo di tacco per Lautaro che si gira e piazza il destro all’angolino basso. 1-1, e per il capitano è il primo gol in Champions dal settembre 2025.

Nel recupero una punizione di Dimarco viene respinta dalla barriera, con Çalhanoğlu e Diouf che non riescono a ribadire in rete.

Secondo tempo: il tracollo in dieci minuti

La ripresa si apre come il primo tempo. Al 49′ Diouf firma una cavalcata che parte dalla propria area e attraversa tutto il campo prima di servire Thuram, che calcia alto. Al 53′ Akanji sfiora il gol di testa su corner di Dimarco. Al 56′ Sommer si distende e nega la rete a Lautaro.

Poi, in undici minuti, la partita si capovolge.

Al 63′ arriva l’errore che segna la serata: Josep Martínez esce su un pallone che Akanji stava già controllando, buca l’intervento e si lascia passare la sfera sotto le gambe. Tresoldi la raccoglie e insacca a porta vuota. 1-2.

Chivu cambia al 66′ inserendo Sučić e Pio Esposito per Çalhanoğlu e Thuram, ma al 69′ è ancora il Brugge a sfiorare il gol con il palo di Virgili, poi ammonito per simulazione.

Al 74′ il terzo gol belga: pallone perso dall’Inter, ripartenza, conclusione di Carlos Forbs dal centro dell’area, respinta di Martínez e Tresoldi che ribadisce in rete. Tripletta, e 1-3.

L’Inter si sbilancia: dentro Bonny per Barella e Spence per Dimarco. All’80′ Sučić calcia forte da fuori, Sommer respinge e Lautaro sfrutta il rimpallo per la sua doppietta: 2-3, partita riaperta. Leko viene ammonito per proteste, sostenendo un tocco di mano di Bastoni che non c’era.

Ma all’87′ arriva il colpo del ko, e nasce da un altro errore: Spence perde il pallone a centrocampo, il Brugge riparte e Vermant — entrato cinque minuti prima — si presenta solo davanti a Martínez e lo supera. 2-4. Sul gol il portiere non ha responsabilità.

Nel recupero, lungo sette minuti, Bonny firma il 3-4 al 90+3′ con un’ottima azione personale chiusa all’incrocio. Troppo tardi.

Gli errori che hanno deciso la partita

È la parte che fa più male, e va detta senza giri di parole.

Josep Martínez è al secondo errore grave in due partite di Champions. Al Bernabéu aveva tentato un dribbling inutile regalando il raddoppio a Valverde, stasera è uscito su un pallone che il suo difensore stava già gestendo. In entrambi i casi l’errore ha pesato direttamente sul risultato. E va aggiunto l’episodio di campionato contro l’Udinese, quando restò sulla linea sul gol di Abankwah.

Per il portiere che ha ereditato la maglia di Sommer — presente stasera dall’altra parte del campo, con quattro parate decisive — il confronto è impietoso.

Djed Spence ha perso il pallone che ha chiuso la partita. L’inglese ha pochissimi minuti nelle gambe in nerazzurro, ed è un’attenuante reale. Ma l’errore è arrivato nel momento peggiore.

E va detta anche la cosa scomoda: questa è la peggiore prestazione dell’Inter da quando Chivu siede sulla panchina nerazzurra, scudetto e Coppa Italia compresi. Un tracollo interno in Champions che non si era mai visto nella sua gestione.

I numeri di una serata assurda

Tiri totali: 30-15. In porta: 12-5. Grandi occasioni: 6-4. Possesso: 53%-47%. Corner: 4-4.

Eppure l’expected goals dà il Brugge avanti: 4.47 contro 3.93. E l’xGOT dice 4.84 contro 4.09.

Il significato è brutale: il Brugge ha tirato la metà delle volte ma da posizioni mediamente molto più favorevoli. Non perché abbia costruito meglio, ma perché ogni volta che è arrivato davanti a Josep Martínez lo ha fatto grazie a un regalo nerazzurro.

Tre legni in tutto: palo di Tresoldi al 26′, traversa di Çalhanoğlu al 32′, palo di Virgili al 69′.

Cosa resta: zero punti e una classifica che spaventa

Due giornate, due sconfitte, zero punti. Al Bernabéu era arrivato un 2-1 maturato anch’esso su errori individuali, stasera un 4-3 in casa contro una squadra che non aveva mai incontrato prima in Europa.

Nella fase campionato a girone unico, con otto partite e le prime otto classificate che accedono direttamente agli ottavi, partire da zero su sei disponibili significa dover inseguire per tutto il percorso. La zona playoff resta raggiungibile, ma il margine d’errore si è già esaurito.

Le note positive hanno pochi nomi. Lautaro ha segnato due gol ed è tornato a incidere in Europa dopo più di un anno. Bonny è entrato e ha firmato un gol di pregevole fattura.

Il resto è una notte da archiviare in fretta. A San Siro, con Marotta e Zanetti in tribuna a guardare, e Chivu seduto in panchina ad attendere il fischio finale già prima del novantesimo.

Il tabellino

INTER-CLUB BRUGGE 3-4

Reti: 30′ Tresoldi (rig.), 43′ Lautaro Martínez, 63′ Tresoldi, 74′ Tresoldi, 80′ Lautaro Martínez, 87′ Vermant, 90+3′ Bonny

Inter (3-5-2): J. Martínez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella (Bonny), Çalhanoğlu (66′ Sučić), Zieliński (89′ Stanković), Dimarco (Spence); Lautaro Martínez (c), Thuram (66′ Pio Esposito). All. Chivu

Club Brugge (4-2-3-1): Sommer; Sabbe (72′ Siquet), Spileers (62′ Han-beom Lee), Mechele, Seys; Potts, Vetlesen (62′ Lemaréchal); Carlos Forbs, Vanaken (c), Virgili (82′ Vermant); Tresoldi (82′ Diakhon). All. Leko

Arbitro: Rohit Saggi (Norvegia). Assistenti: Dale-Haukåsen. Quarto ufficiale: Kringstad. VAR: Del Cerro Grande-Soto Grado (Spagna)

Ammoniti: 26′ Spileers (B), 28′ Çalhanoğlu (I), 69′ Virgili (B), 72′ Han-beom Lee (B), 81′ Leko (all., B), 90+6′ Lemaréchal (B)

Statistiche: possesso 53%-47%; tiri 30-15; tiri in porta 12-5; grandi occasioni 6-4; corner 4-4; xG 3.93-4.47

Note: 15°C, serata serena. Tre legni colpiti: Tresoldi (26′), Çalhanoğlu (32′), Virgili (69′).

Foto: Profilo X dell’Inter

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