
📲 Vuoi ricevere notizie come questa sul tuo smartphone?
Prima un pesante ed immeritato 0-2. Poi Lautaro. Poi Thuram. Poi ancora il nostro capitano che si riprende gli onori di San Siro che esplode.
Al triplice fischio, Inter-Napoli 3-2. Da sotto di due gol nella ripresa, i nerazzurri trovano la rimonta più bella dell’estate con una doppietta del capitano e il pareggio di Thuram. Neres si divora il 2-3 all’88’. Al 90′ arriva il gol vittoria. Tre punti, nove in tre partite. Inter a punteggio pieno.
C’è un momento preciso in cui San Siro smette di essere uno stadio e diventa qualcos’altro. Qualcosa di più primitivo, più viscerale, più difficile da descrivere a chi non c’era. Quel momento stasera è arrivato due volte: quando Thuram ha segnato il 2-2 all’82’ facendo tremare le curve, e poi quando Lautaro, il nostro Toro, ancora lui, sempre lui, ha rubato palla a Di Lorenzo su rimpallo in area e ha depositato il 3-2 che ha mandato sessantaduemila persone fuori di testa. Da 0-2 a 3-2. Con il Napoli di Allegri in campo. In venti minuti. Questa è l’Inter di Chivu. Questa è la partita che racconta tutto quello che questa squadra è.
Nel primo tempo: equilibrio, occasioni, nessun gol
La partita comincia con il caldo intenso di San Siro, con un settembre che sembra ancora agosto viste le alte temperature e con due squadre che si studiano con il rispetto di chi sa di avere di fronte un avversario vero.
L’Inter si schiera con il consueto 3-5-2: Martinez in porta; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Zielinski, Sucic, Dimarco; Esposito e Lautaro. Il Napoli di Allegri risponde con un 4-3-3 come di consueto.
Il primo tempo è dominato dai portieri. Due parate importanti di Meret e Martinez nei primi quindici minuti danno il tono: partita vera, ritmo alto, nessuna delle due difese pronta a concedere qualcosa. Il tabellino resta a zero, ma la partita non è noiosa: è tesa, fisica, con entrambe le squadre che cercano gli spazi senza trovarli. Si va all’intervallo sullo 0-0 con la sensazione che la partita debba ancora cominciare davvero.
La ripresa comincia con uno schiaffo. Al 50′ Politano, un ex come nel più ovvio dei copioni, trova il varco che nel primo tempo non aveva trovato e segna il vantaggio azzurro. San Siro ammutolito, ma i tanti napoletani a Milano si fanno sentire.
L’Inter prova a reagire, ma al 58′ arriva il secondo colpo: Di Lorenzo recupera il possesso su un’uscita sbagliata e appoggia per Hojlund, che con una rasoiata imparabile batte Martinez. 0-2. Allegri esulta in panchina. Il Napoli sembra avere la partita in tasca.
Chivu non si scompone e si dimostra un allenatore pratico, dal vero DNA nerazzurro. Inserisce Thuram per aumentare la potenza offensiva. Poi Calhanoglu per Zielinski. Poi Bonny per Bastoni, portando l’Inter a una trazione ultra-offensiva che sa di tutto o niente.
Questo atteggiamento alla Mourinho con un gioco però a dire il vero fino ad allora alla Mazzarri, fa presagire un forcing spregiudicato per recuperare la partita.
Infatti arriva la tanto agognata rimonta: venti minuti da leggenda, scrivendo una partita che rimarrà nelle nostre menti a lungo.
All’82’ succede quello che San Siro e tutti noi a casa aspettavamo. Thuram riceve palla sul lato sinistro, aggiusta il tiro e piazza il pallone in rete: 2-2. La curva esplode. La partita rinasce.
All’88’ il Napoli sfiora il gol che chiuderebbe i conti. Neres, appena entrato, si trova davanti a Martinez da ottima posizione e (in uno di quei momenti che il calcio regala come se volesse prendersi gioco dei protagonisti) si divora il gol in modo clamoroso. Assurdo a San Siro. L’Inter è ancora viva e combattiva.
Poi, al 90′, il momento che resterà nella memoria di chi ha vissuto questa partita. Lautaro ruba palla a Di Lorenzo su un rimpallo in area di rigore, si trova il pallone tra i piedi nel posto giusto, e lo infila con l’istinto del rapinatore d’area che non ragiona ma reagisce. 2-2. No, aspetta: 3-2. Doppietta di Lautaro. Inter in vantaggio. San Siro che erutta travolgendo i tifosi napoletani che se ne torneranno a casa con 0 punti.
Come spesso accaduto, è a quella curva Nord che per venti minuti aveva cantato come se stesse vincendo anche quando era sotto di due gol che può finalmente esultare per davvero e a cui va un plauso che vale 3 punti.
Altro grande plauso a Lautaro: il capitano che non si arrende mai
Permettetemi un paragrafo solo per lui. Perché Lautaro Martinez stasera ha fatto quello che fanno i grandi: non si è arreso quando tutto sembrava perduto. Ha continuato a lottare, a pressare, a cercare il pallone. E quando il pallone è arrivato (su quel rimpallo fortuito ma cercato, su quella palla rubata a Di Lorenzo con la rabbia di chi non accetta la sconfitta) l’ha messa dentro.
Due gol. Una rimonta. Una partita che senza di lui sarebbe finita 0-2. Con lui finisce 3-2. A soli 4 gol dalla leggenda di Veleno (Benito Lorenzi), sceglie di rimanere in nerazzurro ignorando le pressioni da Barcellona, dimostrando di essere ancora una volta un giocatore imprescindibile nell’undici titolare. Da 0-2 a 3-2. Il Napoli si illude, ma a vincere è l’Inter che con una doppietta di Lautaro torna a vincere dopo quasi tre anni contro i partenopei.
Vorrei però menzionare anche un grande Diouf che dimostra ancora una volta personalità e che abbiamo fatto bene a credere in lui per la fascia di destra. Un po’ meno bene Jones che entra ma non incide, non sembra aver capito bene ancora i ritmi del campionato italiano ma sicuramente ha avuto un assaggio di cosa vuol dire giocare a San Siro e sono certo che l’atmosfera lo motiverà.
Allegri e il Napoli: l’occasione sprecata
Una nota per il Napoli: ha dominato per quaranta minuti, ha segnato due gol, ha avuto l’occasione con Neres per chiuderla all’88’ e non lo ha fatto. È il calcio. Ma è anche il limite di una squadra che sotto Allegri sembra non riuscire a gestire il vantaggio quando la pressione aumenta. Dopo il ko contro il Como, un’altra sconfitta bruciante. Il progetto azzurro, almeno nelle prime tre giornate, mostra più ombre che luci. Mi spiace per i sostenitori di questo allenatore secondo me oltremodo sopravvalutato, ma i fatti fino ad ora parlano chiaro.
Il quadro: Inter a punteggio pieno, nove su nove
Tre partite, tre vittorie, nove punti. L’Inter è a punteggio pieno dopo tre giornate di Serie A. Sotto c’è un’intera squadra che ha reagito quando era sotto di due gol, che ha creduto nella rimonta quando tutto sembrava finito, che ha trovato le energie per segnare tre gol in venti minuti con il caldo di settembre nelle gambe.
Questa è la differenza tra una squadra normale e una squadra di campioni. Le squadre normali perdono 0-2 e aspettano il fischio finale. Le squadre di campioni pareggiano all’82’, segnano il 3-2 al 90′ e vanno a casa con tre punti.
L’Inter è campione d’Italia. Stasera lo ha ricordato a tutti.
Prossimo appuntamento: la Champions League. Il sorteggio giovedì scorso ha parlato. Adesso bisogna giocare e si vola a Madrid per ritrovare Mourinho e Dumfries, sperando di regalare loro un dispiacere, ma sempre con il sorriso.
Forza Inter. Sempre e comunque.
