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Senza Lautaro Martinez arriva l’esame più difficile: sette partite per dimostrare chi siamo

Lautaro Martinez con la maglia dell'Inter numero 10

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E adesso, senza il Toro, come si fa? È la domanda che ogni interista si sta ponendo dopo la notizia dell’infortunio di Lautaro Martinez. Nel mese che potrebbe indirizzare la stagione nerazzurra, perdere il capitano significa dover ripensare l’attacco e trovare nuove responsabilità all’interno della squadra.

Servono lucidità e sangue freddo. Perché il calendario non aspetta, gli avversari nemmeno e l’Inter non può permettersi di fermarsi.

Lautaro Martinez, l’infortunio dopo la notte amara di Bruges

Due gol al Bruges, una sconfitta per 4-3 che pesa e fa male. Poi, come se non bastasse, arriva il conto più salato.

Lautaro Martinez si è sottoposto agli esami all’Istituto Humanitas di Rozzano. Il comunicato dell’Inter è breve, appena due righe, ma contiene una notizia che nessun tifoso avrebbe voluto leggere: risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra.

Il club non ha indicato tempi precisi per il recupero.

Le ipotesi riportate dai giornali sono differenti. Alcune parlano di uno stop non inferiore alle tre settimane, altre prospettano un’assenza di circa un mese e mezzo, utilizzando anche il termine «lesione».

Tra le date ipotizzate per il rientro compare il 22 novembre, in occasione di Atalanta-Inter. È una possibilità, non una certezza.

Il punto sul quale convergono le diverse ricostruzioni è che il capitano potrebbe tornare a disposizione soltanto dopo la sosta di novembre.

Bisogna però distinguere le indiscrezioni dalla diagnosi comunicata ufficialmente. L’Inter ha parlato di risentimento muscolare, senza confermare una lesione né fissare una data per il ritorno in campo.

Un problema diverso da quello accusato con l’Argentina

Questo infortunio non va confuso con quanto accaduto durante Argentina-Bolivia.

In quell’occasione Lautaro era uscito al 74° minuto dopo aver riportato un taglio alla nuca. Le prime indicazioni avevano escluso conseguenze gravi e, fortunatamente, il problema si era rivelato meno preoccupante.

Stavolta la situazione è diversa.

Si tratta di un problema muscolare, che richiede attenzione nella gestione del recupero. Affrettare il ritorno sarebbe un rischio che, da tifoso, non vorrei vedere correre.

Lautaro deve recuperare con i tempi necessari, anche se la sua assenza arriva nel momento meno opportuno.

Sette partite senza il Toro: il calendario mette alla prova l’Inter

È il calendario, più di ogni altra cosa, a rendere questa notizia difficile da digerire.

L’Inter si prepara ad affrontare una sequenza di impegni ravvicinati, tra campionato e Champions League.

Ecco le sette partite indicate nel programma:

  • Bologna-Inter, sabato
  • Inter-Shakhtar, 21 ottobre
  • Inter-Fiorentina, 25 ottobre
  • Inter-Venezia, 28 ottobre
  • Derby di Milano, 31 ottobre
  • Inter-Feyenoord, 3 novembre
  • Inter-Como, 8 novembre

Sette partite, una dopo l’altra. E in mezzo c’è anche il derby del 31 ottobre, che rischia di disputarsi senza il capitano nerazzurro.

Basta guardare questa successione di incontri per capire quanto possa pesare l’assenza di Lautaro.

Non parliamo soltanto di un attaccante capace di segnare. Parliamo del giocatore al quale l’Inter si affida nei momenti più complicati, di un riferimento tecnico e caratteriale per tutta la squadra.

Per chi vive il tifo ben oltre i novanta minuti, immaginare queste partite senza il Toro è tutt’altro che semplice.

Lautaro e la Champions League: i numeri spiegano quanto mancherà

Per comprendere il peso dell’assenza di Lautaro basta osservare il suo contributo europeo riportato finora.

L’attaccante argentino ha realizzato due dei quattro gol nerazzurri nel girone, aggiungendo anche un assist.

Considerando le partite europee disputate dall’Inter con Cristian Chivu, il suo bilancio è di sei reti sulle ventuno complessive della squadra.

Quasi un gol su tre porta la sua firma.

Numeri che raccontano quanto l’Inter abbia fatto affidamento sulla capacità realizzativa del capitano.

La sconfitta contro il Bruges rende ancora più delicato il cammino europeo. Dopo quella serata, la squadra ha meno margine per commettere altri passi falsi.

Shakhtar e Feyenoord diventano quindi due appuntamenti da affrontare con l’obiettivo di vincere, anche nell’eventualità che Lautaro non sia disponibile.

È proprio qui che comincia la vera prova per Chivu e per il gruppo.

Chi gioca senza Lautaro? Thuram, Pio Esposito e Bonny

La domanda adesso riguarda inevitabilmente l’attacco.

Chi prenderà il posto del capitano?

Per la partita contro il Bologna, le ipotesi di formazione chiamano in causa Marcus Thuram, Francesco Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny.

Una delle soluzioni prospettate è la coppia Thuram-Pio Esposito. Secondo le indicazioni attribuite alla Gazzetta dello Sport, però, Bonny sarebbe tra i candidati più accreditati per partire titolare al Dall’Ara.

La decisione spetterà naturalmente a Cristian Chivu.

Io, però, un’idea ce l’ho.

Pio Esposito ha l’atteggiamento di chi aspetta da sempre un’occasione del genere. È giovane, ha voglia di dimostrare il proprio valore e potrebbe trovare proprio in queste partite lo spazio per assumersi maggiori responsabilità.

Anche Bonny ha dimostrato di poter dare il proprio contributo, trovando la via del gol e mettendosi a disposizione della squadra.

Entrambi meritano fiducia.

Ma il discorso più delicato riguarda Thuram.

Thuram deve assumersi la responsabilità di guidare l’attacco

Marcus Thuram non può limitarsi ad aspettare che sia sempre qualcun altro a trascinare l’Inter.

Senza Lautaro, il francese deve diventare il riferimento dell’attacco.

Ha qualità tecniche e fisiche per farlo. Adesso deve dimostrare di saper sostenere anche il peso delle responsabilità.

Nei momenti difficili si riconoscono i giocatori capaci di cambiare una partita e di aiutare i compagni quando le cose non funzionano.

Non significa chiedere a Thuram di imitare Lautaro. Sono calciatori diversi, con caratteristiche differenti.

Significa pretendere che metta le proprie qualità al servizio della squadra con continuità, personalità e determinazione.

Perché l’Inter ha bisogno dei suoi gol, ma anche della sua presenza nelle partite che contano.

E non può aspettare il ritorno del capitano per ritrovare la propria forza offensiva.

Senza Lautaro arriva il vero esame per l’Inter di Chivu

Per anni abbiamo raccontato l’Inter come una squadra composta da undici campioni.

Adesso è arrivato il momento di dimostrarlo.

L’assenza di Lautaro Martinez non deve diventare un alibi. Deve essere affrontata come una prova di maturità collettiva.

Chivu dovrà trovare nuove soluzioni. Gli attaccanti dovranno sfruttare le occasioni. Il resto della squadra sarà chiamato a contribuire maggiormente anche in fase realizzativa.

Non sarà semplice, soprattutto con un calendario così impegnativo.

Ma è proprio in situazioni del genere che si misura la capacità di un gruppo di restare competitivo.

Un mese senza il Toro, se questa sarà davvero la durata dello stop, non è soltanto una questione di sfortuna.

È un esame per tutta l’Inter.

E nessuno può permettersi di tirarsi indietro.

Lautaro, recupera senza fretta: noi ti aspettiamo

Lautaro, mio capitano, adesso pensa soltanto a recuperare.

Non avere fretta. Prenditi il tempo necessario per tornare nelle condizioni migliori.

L’Inter avrà bisogno di te, ma prima viene la salute.

Nel frattempo, continua a stare vicino ai compagni e a tenere unito il gruppo, come hai sempre saputo fare.

Noi saremo qui ad aspettarti.

Con la fascia pronta, con la stessa passione di sempre e con la voglia di tornare a cantare il tuo nome a squarciagola.

Forza Inter.

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Scritto da

Carlo Scavone

Interista integralista. Nerazzurro dal 1983. Co-Founder di Piazza Inter.

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