Seguici Su:

Duemila euro per una simulazione che non c’era: la multa più inutile della storia del calcio

Duemila euro per una simulazione che non c’era: la multa più inutile della storia del calcio

📲 Vuoi ricevere notizie come questa sul tuo smartphone?

Il Giudice sportivo multa Thuram di 2.000 euro per un presunto tuffo su Darmian al 61′ di Bologna-Inter. Peccato che il contatto ci sia, e che persino la valutazione attribuita a Orsato dica: niente rigore, ma niente simulazione. Non è una punizione. È un timbro.

La riga del comunicato

Martedì 20 ottobre, comunicato del Giudice sportivo, settima giornata di Serie A. Nessuno squalificato. In mezzo alle multe per i fumogeni e per i ritardi a inizio ripresa, c’è una riga che ci riguarda: «THURAM ULIEN Marcus Lilian (Inter): avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria». Ammonizione e ammenda di 2.000 euro, prima sanzione. Firmato dal Giudice sportivo Gerardo Mastrandrea.

Duemila euro. Per una simulazione che, a guardare le immagini, simulazione non era.

Il fatto

Riavvolgiamo. Dall’Ara, sabato 17 ottobre, siamo sull’1-1. Al 61′ Thuram entra in area da destra, rientra verso il centro e va giù. A contrastarlo c’è Matteo Darmian, che quest’estate ci ha salutato insieme a Sommer, Acerbi e De Vrij e che adesso veste rossoblù. L’Inter chiede il rigore. Doveri non solo non lo concede: va da Thuram e gli sventola il giallo per simulazione.

La Haier Cam dell’arbitro, ripresa dal Fatto Quotidiano, ci ha regalato anche l’audio. «Niente, niente», dice Doveri. «Te lo giuro, te lo giuro», risponde Thuram. E il fischietto romano chiude: «Non t’ha fatto niente».

Solo che qualcosa gli ha fatto.

Lo dicono loro, non io

Non serve la sciarpa nerazzurra per vederlo. Basta ascoltare chi di mestiere fa la moviola.

Luca Marelli, a DAZN, a caldo ha affermato che il contatto «c’è, ma è abbastanza leggero. Sicuramente è sbagliata l’ammonizione per simulazione, perché un contatto c’è stato». Poi, con immagini migliori, è andato oltre: «c’è stato proprio un chiaro aggancio sulla gamba di Thuram, la gamba di appoggio», fino a dire che per lui «questo era un calcio di rigore da assegnare».

Gianpaolo Calvarese ha riportato il verdetto attribuito a Orsato e alla commissione: «Niente rigore ma neanche simulazione. Il tocco del difensore c’è, ma non è sufficiente per l’assegnazione del rigore: al tempo stesso Doveri sbaglia ad estrarre il giallo al francese».

Rileggete attentamente l’ultima frase. Doveri sbaglia ad estrarre il giallo. Lo dice, secondo quanto riferito, il sistema arbitrale stesso. E tre giorni dopo il Giudice sportivo ci attacca sopra una multa.

Perché questa multa non serve a niente?

Primo. Punisce un fatto che non è avvenuto. Si può discutere del rigore, ed è giusto farlo: Marelli a caldo diceva che il VAR aveva fatto bene a non intervenire, Calvarese riporta che il penalty non c’era. Ma sulla simulazione no: il contatto c’è, lo vedono tutti. Il Giudice si limita a ricopiare il referto. Non è giustizia sportiva. È un timbro.

Secondo. Il giallo era già arrivato. Thuram la sua sanzione l’aveva presa in campo, al 61′, davanti a tutto il Dall’Ara. La multa non aggiunge niente di nuovo: è la seconda puntata dello stesso errore.

Terzo. Non spaventa nessuno. Duemila euro, per un attaccante titolare dell’Inter, non sono un deterrente: sono un arrotondamento. Una mancia! Nello stesso comunicato a Paratici danno 10.000 euro, al Como 8.000 per quattro minuti di ritardo a inizio ripresa. Se l’idea è insegnare ai giocatori a non buttarsi, questa cifra non insegna niente. Se l’idea è che non si è buttato, allora non dovevano dargliela proprio.

Quarto. È un automatismo, non un giudizio. La formula è identica, parola per parola, a quella scritta per Britschgi del Parma nello stesso comunicato, stessa ammenda, stessa «prima sanzione». Due episodi diversi, una sola fotocopia. Nessuno ha guardato il video. O, se l’ha guardato, non ne ha tenuto conto.

Il punto vero

Non è una questione di soldi. Thuram i duemila euro li paga, e stasera contro lo Shakhtar non se ne accorgerà nemmeno, anzi spero si sfoghi segnando almeno una doppietta. È una questione di nome. Nel registro della Serie A, adesso, c’è scritto che Marcus Thuram ha simulato. Il giorno in cui servirà un precedente per dire che «quello si butta», quella riga sarà lì. E nessuno andrà a leggere cosa diceva Calvarese.

Noi interisti queste cose le conosciamo bene. Prima ti appiccicano l’etichetta, poi si scopre che non c’era niente, e il danno d’immagine non lo paga mai nessuno. Arbitropoli docet.

L’Inter ha vinto lo stesso, 1-3, e per fortuna Doveri non ha cambiato la partita. Ma se il sistema arbitrale riconosce l’errore, la cosa minima sarebbe non trasformarlo in un’ammenda a verbale. Altrimenti a cosa servono le moviole ufficiose, le Haier Cam, i verdetti di Orsato fatti filtrare ai giornali?

Duemila euro per un tuffo che non c’era. Il tuffo, ma nel vuoto stavolta, l’ha fatto il Giudice.

Forza Inter.

Ti è piaciuto? Votalo!
Scritto da

Carlo Scavone

Interista integralista. Nerazzurro dal 1983. Co-Founder di Piazza Inter.

Rispondi

© 2026 Tutti i diritti riservati - redazione@piazzainter.it

Segnala a Zazoom - Blog Directory