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Paolo Bonolis promuove Chivu: «Mi somiglia nella leggerezza, oggi è Mourinho a dover rubare qualcosa a lui»

Paolo Bonolis Inter Chivu: il conduttore televisivo ripreso di profilo con gli occhiali mentre parla al microfono

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Nel doppio ritratto sul legame tra Paolo Bonolis e l’Inter di Chivu, il celebre conduttore televisivo e storico tifoso nerazzurro ha promosso a pieni voti l’allenatore rumeno nell’intervista concessa a Giusy Meloni per il format video Se Fossi Tu del Corriere dello Sport, ripresa integralmente anche da FC Inter 1908. A queste parole si affianca il colloquio con Matteo Cuppellaro per Calciostyle.net, in cui lo showman romano ha spiegato di rivedersi nella «leggerezza» con cui Cristian Chivu guida la capolista della Serie A.

Dal confronto generazionale con José Mourinho alla stima per il presidente Beppe Marotta, passando per l’investitura di Lautaro Martínez, l’ammirazione per Esteban Cambiasso e il racconto dell’anello del Triplete 2010 donatogli da Javier Zanetti, la chiacchierata offre uno spaccato lucido e mai banale sul presente nerazzurro tra campionato e Champions League.

Perché per Paolo Bonolis nell’Inter di Chivu è Mourinho a dover rubare qualcosa al tecnico rumeno?

Il passaggio più incisivo dell’intervista di Paolo Bonolis sull’Inter di Chivu nasce quando Giusy Meloni, nel gioco di immedesimazione del format Se Fossi Tu del Corriere dello Sport, chiede al conduttore quale qualità ruberebbe a José Mourinho se sedesse oggi al posto di Cristian Chivu sulla panchina nerazzurra. La risposta di Bonolis ribalta immediatamente il luogo comune:

«Ma guarda che adesso è vero il contrario, eh. José è stato un grande allenatore all’Inter, ha saputo caricare la squadra e i tifosi. Lui è un abilissimo comunicatore anche se adesso, in questa fase della carriera, lui pensa più all’aspetto della comunicazione che a quello dell’innovazione visto che il calcio sta cambiando. Chivu è figlio di un calcio che è cambiato e quindi è più adatto a questi tempi».

Nella versione integrale del dialogo trascritta da FC Inter 1908, Bonolis approfondisce anche il piano tattico ricordando come la squadra del 2010 giocasse tendenzialmente con il 4-3-1-2 e facesse leva sul celebre «rumore dei nemici», mentre il calcio contemporaneo si è evoluto verso ritmi e occupazioni degli spazi differenti ai quali un allenatore giovane in panchina come Chivu sa adeguarsi con naturalezza.

Anche sull’addio dello Special One nella notte di Madrid del 22 maggio 2010 il giudizio resta sereno: «Lui è un professionista e ha deciso di cambiare, io sono un appassionato e avrei fatto un’altra scelta ma non avrei avuto le capacità di José per vincere quello che ha vinto lui, quindi il discorso decade».

Questa sintonia con l’attuale guida tecnica era già emersa pochi giorni prima, il 13 ottobre 2026, nell’intervista a Matteo Cuppellaro per Calciostyle.net. Invitato a descrivere con un aggettivo la personalità di Luciano Spalletti («pacato, anche se ogni tanto gli salta la mosca al naso come a tutti»), Gian Piero Gasperini («un condottiero sorridente») e Cristian Chivu, Bonolis ha scelto parole di grande affetto per l’ex difensore rumeno:

«Chivu invece lo trovo affascinante nella leggerezza che riesce a trasmettere pur facendo le cose sul serio, quindi diciamo che Chivu in qualche modo mi somiglia».

Un tratto caratteriale che i tifosi nerazzurri hanno ritrovato anche nelle parole pronunciate dal tecnico alla vigilia dell’ultimo impegno europeo, quando Chivu ha respinto i drammi nazionali assumendosi ogni responsabilità davanti alla squadra prima di piegare lo Shakhtar Donetsk a San Siro.

Cosa pensa Bonolis degli obiettivi stagionali, della Champions League e di un nuovo Triplete?

Chiamato da Giusy Meloni a indicare quali traguardi debba porsi il club in questa stagione, Bonolis ha difeso il lavoro della dirigenza invitando però l’ambiente a misurare con realismo la distanza finanziaria rispetto alle superpotenze europee:

«Una società come la nostra ha il dovere di darsi da fare in tutte le competizioni alle quali partecipa, consapevole del fatto che sono più le volte che si perde di quelle che si vince, per questo è così bello vincere, perché non è consuetudine. La società sta facendo tutto quello che è nelle sue possibilità per vincere in Italia e in Europa ma ci sono club, tipo quelli inglesi o spagnoli, che hanno più possibilità economiche e quindi, con rose più ampie, possono arrivare più lontani».

Proprio la natura a eliminazione diretta delle coppe rende secondo il conduttore impossibile programmare a tavolino un bis dell’impresa del 2010. Come spiegato a Pagine Romaniste e FC Inter 1908, il Triplete resta infatti «un terno al lotto» legato agli incroci del tabellone e allo stato di forma delle avversarie nel momento in cui le si affronta:

«Il campionato, invece, ha una maggiore credibilità, perché è nella costanza che si determina, alla fine, chi ha fatto meglio. Quando l’Inter vinse il Triplete nel 2010, ci furono tante buone convergenze astrali, oltre a una squadra formidabile. Quindi vediamo quali convergenze astrali ci saranno questa volta. La rosa c’è, poi vediamo».

Perché Lautaro Martínez è l’unico incedibile e cosa ruberebbe la Roma a Beppe Marotta?

Entrando nei panni del presidente nerazzurro nella seconda parte dell’intervista pubblicata dal Corriere dello Sport, Bonolis non ha avuto esitazioni nel fare il nome di Lautaro Martínez come simbolo tecnico della rosa attuale, pur accompagnando la scelta con una riflessione disincantata sul calcio moderno:

«Uno della rosa che dichiarerei incedibile? Direi Lautaro anche se a questo mondo siamo tutti intercambiabili. Nessuno è insostituibile e spesso anche i giocatori più forti vanno via per ambire ad obiettivi più ambiziosi. È normale, il calciatore è un professionista e deve cercare di guadagnare il più possibile per vivere bene il resto della propria vita».

Con la stessa filosofia il conduttore ha archiviato senza rancore anche il divorzio da Romelu Lukaku nell’estate del 2023 («L’ho vissuto come un buon giocatore che ci ha dato tanto e ci ha anche tolto un po’, perché ha creato qualche problematica, soprattutto nelle finali e poi ha fatto gli interessi suoi, come fanno molti: per il tifoso la squadra di calcio è ciò che lo appassiona, per il calciatore è il suo lavoro»).

Quando poi, nel colloquio con Matteo Cuppellaro su Calciostyle.net, gli è stato chiesto cosa ruberebbe al club di viale della Liberazione se fosse Dan Friedkin, proprietario della Roma affidata a Gasperini, l’omaggio è andato dritto a Beppe Marotta: «L’attenzione e la cura di un presidente come Beppe Marotta che segue il calcio da più anni rispetto ai proprietari della Roma».

Qual è il legame di Bonolis con Esteban Cambiasso e con l’anello del Triplete di Javier Zanetti?

Nel corso della conversazione con Giusy Meloni c’è spazio anche per le radici familiari della fede interista di un romano doc: «Mio padre era di Milano e con lui guardavo sul divano tutte le partite dei nerazzurri», ha raccontato Bonolis, ammettendo con autoironia di frequentare oggi molto meno gli spalti di San Siro per la comodità del divano di casa. Una passione tramandata di padre in figlio che ricorda da vicino la storia di Nadia Battocletti, diventata interista grazie a papà Giuliano e accolta con emozione ad Appiano Gentile.

Interrogato sul calciatore che più lo ha entusiasmato in maglia nerazzurra e sul capitano a cui è rimasto più legato, lo showman ha incoronato Esteban Cambiasso e Javier Zanetti, svelando un prezioso cimelio custodito dal 2010 (corretto in «Cambiasso» il refuso «Cambiaso» presente nel testo del Corriere dello Sport, come nella trascrizione di FC Inter 1908):

«Ronaldo è fuori concorso perché lo hanno amato tutti, non solo gli interisti. Io dico Cambiasso perché era costruttore e finalizzatore allo stesso tempo. Il capitano a cui sono più legato? Zanetti che mi regalò l’anello del triplete».

Nella versione estesa del racconto video riportata da FC Inter 1908, Bonolis spiega di essersi rivisto calcisticamente proprio in Esteban Cambiasso («un giocatore fantastico, un grande interditore, costruttore e finalizzatore al contempo, si applicava nel ruolo come sarei voluto applicare io se avessi avuto le capacità»).

Nello stesso passaggio Bonolis descrive nei dettagli il dono ricevuto da Pupi dopo la notte del Bernabéu: l’anello celebrativo con inciso il numero 4 e i simboli dei tre trofei conquistati tra Serie A, Coppa Italia e Champions League, nel solco della grande dinastia di capitani aperta da Armando Picchi, Giacinto Facchetti, Sandro Mazzola e Giuseppe Bergomi.

Chi sono le rivali scudetto tra Lazio, Roma, Como e Juventus e cosa ne pensate voi?

Alla vigilia dell’ottava giornata della Serie A 2026/27, che vedrà i nerazzurri scendere in campo domenica 25 ottobre alle 12:30 nella sfida di San Siro contro la Fiorentina, la classifica vede la squadra di Chivu in vetta a quota 19 punti a pari merito con la Lazio, davanti alla Roma a 17, al Milan a 15 e al sorprendente Como a 14.

Proprio ai tifosi biancocelesti Bonolis ha rivolto un invito curioso: «Credo ci siano delle differenze sostanziali tra la rosa dell’Inter e quella della Lazio, però sento i tifosi della Lazio che si lamentano molto, sempre, in continuazione. A me piace la gente quando è contenta: quindi dico, a fronte di tanta qualità attuale, siate contenti invece di starvi a lamentare sempre».

Quanto alle contendenti più accreditate per il tricolore, la battuta finale non risparmia una stoccata ironica ai rivali bianconeri:

«Le avversarie scudetto dell’Inter? Dico Roma e Como. Anche la Juve? Se se, va bene dai, ci metto anche la Juve…».

Ora la parola passa alla community di Piazza Inter: siete d’accordo con l’analisi sul legame tra Paolo Bonolis e l’Inter di Chivu, secondo cui nel calcio di oggi è Mourinho a dover prendere spunto dalla modernità e dalla «leggerezza» dell’allenatore rumeno? E guardando la classifica dopo sette giornate, quale avversaria temete davvero di più nella corsa scudetto tra la Lazio capolista a pari punti, la Roma di Gasperini, la rivelazione Como, il Milan e la Juventus? Scrivetelo nei commenti qui sotto.

Scritto da

Redazione

Redazione Piazza Inter. La testata digitale dei tifosi nerazzurri. Informazione, passione, mercato.

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