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Pep Guardiola è entrato ufficialmente nella lista dei candidati per la panchina della Nazionale italiana. Il primo contatto è arrivato nelle ultime ore, con un incontro nel weekend a Barcellona tra il tecnico catalano e i dirigenti della FIGC Paolo Maldini e Leonardo.
Perché Guardiola si è liberato
Secondo quanto filtra dalla Spagna, la disponibilità di Guardiola era legata a un dettaglio tecnico non di poco conto: la federazione spagnola aveva su di lui una sorta di prelazione. Con la vittoria della Spagna al Mondiale, che porta alla conferma del CT in carica, quel vincolo è venuto meno, e Guardiola aspettava proprio questa ufficialità per considerarsi libero di valutare altre strade, compresa quella azzurra.
Il progetto presentato a Barcellona
Nell’incontro di Barcellona, Maldini e Leonardo hanno illustrato a Guardiola un piano di ampio respiro: non due anni, ma quattro. Si parte dalla Nations League, si passa per la costruzione di un gruppo in vista dell’Europeo del 2028, con l’obiettivo finale di riportare l’Italia a un Mondiale. Secondo Sky, per Guardiola non sarebbe questione di ingaggio, ma di prospettiva: il progetto sportivo, l’attualità del movimento calcistico italiano e le riforme necessarie per rilanciare la Nazionale.
Cosa frena la trattativa
Il percorso resta comunque in salita. Il primo ostacolo è economico: Guardiola appartiene alla fascia degli allenatori più pagati al mondo, e un suo ingaggio richiederebbe uno sforzo importante per le casse federali. Il secondo, forse più rilevante, è personale: dopo la lunga esperienza al Manchester City, il tecnico ha più volte manifestato la volontà di prendersi una pausa dal calcio, rifiutando già diverse proposte ricche. La panchina azzurra rappresenterebbe una sfida diversa rispetto al lavoro quotidiano in un club, con una Nazionale da ricostruire.
Cosa cambierebbe per l’immagine della Nazionale
La candidatura di Guardiola avrebbe un peso enorme anche sul piano dell’immagine. Dopo le discussioni legate al possibile arrivo di Andrea Pirlo, nome che non aveva raccolto consenso pieno né in Federazione né tra i tifosi, un eventuale sì di Guardiola rappresenterebbe una svolta capace di riaccendere entusiasmo attorno agli azzurri.
Restano vive altre due candidature
La Federazione tiene aperti, però, altri fronti: resta viva la candidatura di Andrea Pirlo e anche quella dell’ex tecnico dell’Inter Roberto Mancini. Per ora Guardiola resta un’ipotesi, ma il solo fatto che il suo nome sia stato preso in considerazione racconta la volontà della FIGC di puntare su un profilo di massimo prestigio.
