Seguici Su:

Ivan il Terribile non si ferma mai. La Croazia lo osanna, ma San Siro lo rivuole? 

Ivan Perisic

📲 Vuoi ricevere notizie come questa sul tuo smartphone?

A 37 anni, Perisic è uno dei migliori giocatori del Mondiale 2026. A gennaio era a un passo dall’Inter, come apprendiamo da lui stesso, il PSV lo ha bloccato. Ora il copione potrebbe cambiare, ma il popolo interista appare ancora diviso sull’idea di riabbracciarlo al momento.

Ci sono giocatori che con il tempo diventano campioni. E poi c’è Ivan Perisic, che con il tempo sembra diventare immortale.

Mentre vi scrivo, la Croazia è ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026 e il suo numero undici, trentasette anni, compiuti lo scorso 2 febbraio, è già entrato nella storia della manifestazione con la solita, disarmante naturalezza. Con l’assist sfornato contro l’Inghilterra nell’esordio del girone, sponda precisa per il gol di Musa del momentaneo pareggio, Perisic ha aggiornato il suo personalissimo tabellino mondiale: 6 gol e 6 assist nelle competizioni iridate, diventando insieme a Messi l’unico calciatore della storia capace di confezionare almeno un assist in quattro Mondiali diversi.

Un record assoluto. A trentasette anni. Alla sua quarta Coppa del Mondo.

Per capire da dove arriva questa forma straordinaria, bisogna guardare l’annata appena conclusa al PSV Eindhoven. In Eredivisie Perisic ha registrato 7 gol e 12 assist in 2218 minuti, con una media voto di 7,61 su FotMob, tra le più alte del campionato per un esterno. Non è un giocatore che si accontenta di fare il comprimario e risparmiare le energie, ma è un giocatore che, a trentasette anni, compete, segna, serve, corre. Come ha sempre fatto.

Numeri complessivi nella stagione di club a dir poco devastanti: 10 gol e 16 assist tra tutte le competizioni, cifre che lo hanno consacrato come uno dei profili più incisivi del panorama europeo. E il Mondiale non fa che confermarlo: Perisic non è venuto in Nord America in vacanza, ma è venuto a vincere.

La notizia più clamorosa la dà lo stesso Perisic, oggi, intervistato a margine del Mondiale dopo la vittoria della Croazia sul Ghana. “Sono stato molto vicino a tornare all’Inter a gennaio ma il PSV non mi ha lasciato andare — ha ammesso l’esterno — Dipende dal direttore, sanno dove trovarmi”.

Parole che valgono una trattativa. E che confermano una storia che in realtà la stampa italiana aveva già raccontato con dovizia di dettagli nel mercato invernale. L’Inter aveva trovato un’intesa di massima con il giocatore per il suo ritorno in nerazzurro, con Perisic disponibile a tornare a San Siro dove aveva vissuto anni importanti della sua carriera. Il problema era stato esclusivamente il PSV: il club olandese aveva fatto muro, considerandolo un punto fermo indispensabile per gli obiettivi europei, con il contratto rinnovato che scade nel 2027.

Il direttore tecnico del PSV Earnest Stewart aveva poi dichiarato a ESPN Olanda: “Non abbiamo mai parlato direttamente con nessun club riguardo a Ivan, sappiamo solo dalla sua agenzia che c’era interesse da parte dell’Inter, ma non abbiamo mai ricevuto un’offerta ufficiale.” Una versione dei fatti che non coincide perfettamente con quella dell’entourage del giocatore, ma nella diplomazia del calciomercato non sempre le storie combaciano… e lo stiamo vedendo in questi giorni soprattutto a nostre spese.

Ma perché adesso il quadro può cambiare? Ci sono almeno tre ragioni per cui l’estate 2026 potrebbe essere diversa da gennaio.

La prima è il Mondiale stesso. Ogni giorno che passa, Perisic sui campi americani aggiunge valore alla propria candidatura. Un giocatore che a trentasette anni firma assist storici e trascina la Croazia ai sedicesimi non è un problema da gestire: è una risorsa da valorizzare.

La seconda è il contesto dell’Inter. Con Dumfries partito per il Real Madrid e la beffa Palestra, soffiato dal Chelsea con un’offerta nettamente superiore, la fascia destra nerazzurra è un cantiere aperto. Perisic, capace di giocare su entrambe le corsie con la stessa efficacia, sarebbe la soluzione perfetta per dare a Chivu un jolly di esperienza e qualità, mentre si aspettano i giovani del nostro domani sportivo.

La terza ragione è contrattuale. Il contratto di Perisic col PSV scade nel giugno 2027. Tra un anno esatto sarà libero a parametro zero. Se il PSV volesse monetizzare, e tutti i club, anche quelli olandesi, di norma ragionano così, l’estate 2026 potrebbe essere il momento giusto per una cessione, piuttosto che perdere il giocatore a zero tra dodici mesi.

C’è chi storcerà il naso. Trentasette anni sono trentasette anni. E l’Inter di Oaktree punta sui giovani, sui profili futuribili, sui calciatori che si rivalutano nel tempo. Non sui veterani.

Eppure la filosofia di Chivu sembra più pragmatica di quanto la narrativa del club voglia far credere. Già a gennaio, l’Inter non aveva avuto particolari preoccupazioni per l’età di Perisic, date le garanzie offerte dal giocatore sul piano fisico e la sua capacità di essere ancora competitivo in un ruolo dispendioso come quello di esterno a tutta fascia. Il piano era preciso: un jolly di lusso, capace di coprire la destra in emergenza, alternarsi con Dimarco a sinistra, liberare Carlos Augusto per il ruolo di vice-Bastoni.

Un piano che, a giugno 2026, è ancora più valido. Perché il giocatore non è peggiorato. È migliorato. Il Mondiale lo sta dimostrando in diretta.

La parte da inguaribile romantico che mi piace, però, sottolineare, è quella dell’amore incondizionato che questo giocatore ha per la nostra maglia.

Ivan Perisic e l’Inter: una storia che sembrava chiusa nel 2022, quando il croato scelse il Tottenham dopo anni straordinari in nerazzurro, lo scudetto del 2021, la Coppa Italia, la Supercoppa. Una storia che però non si è mai spenta del tutto. Perché certi amori non si dimenticano, e perché un giocatore come Perisic non dimentica il posto in cui è diventato grande sul serio.

Aveva detto nel 2022, lasciando Milano: “Lascio un pezzo di cuore qui.” Non era retorica. Era la verità di un uomo che in nerazzurro aveva trovato non solo la propria stagione migliore, ma il proprio pubblico. Quello che lo aveva fischiato all’inizio e amato alla fine, come succede con i grandi. Ora, con quelle parole pronunciate oggi, Ivan il Terribile ha lanciato un messaggio. Chiaro, diretto, nerazzurro… “Sanno dove trovarmi”, dice lui… Sta a Marotta e Ausilio raccoglierlo.

E voi fratelli nerazzurri, che ne pensate? Sarebbe un “peso” o una preziosa risorsa? Fatecelo sapere nei commenti.

Ti è piaciuto? Votalo!
Scritto da

Carlo Scavone

Interista integralista. Nerazzurro dal 1983. Co-Founder di Piazza Inter.

Rispondi

© 2026 Tutti i diritti riservati - redazione@piazzainter.it

Segnala a Zazoom - Blog Directory