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Moratti, Roma-Inter e Gasperini: “Non ho rancore”

Massimo Moratti

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Alla vigilia di Roma-Inter, Massimo Moratti torna a parlare e mette sul tavolo tutto: Gasperini, Totti, Marotta, Ausilio e un pronostico che ai tifosi nerazzurri piacerà. L’ex presidente, intervistato da Repubblica, parte dalla finale di Coppa Italia del 2010 vinta proprio contro i giallorossi, il primo dei tre trofei del Triplete.

“È destino che la Roma sia competitiva quando lo siamo anche noi. Ormai è un classico, come Inter-Juventus e Inter-Milan”, afferma Moratti. Sulla singola partita dell’Olimpico non si sbilancia, sulla lunga distanza sì: “Nell’arco del campionato, invece, dico Inter”. E promuove Cristian Chivu, a cui riconosce capacità, buon senso e tenuta del gruppo. 

Come sono oggi i rapporti tra Moratti e Gasperini

Sulla panchina giallorossa siede Gian Piero Gasperini, che nel 2011 all’Inter durò pochi mesi: la sconfitta con il Milan in Supercoppa, poi tre ko in quattro partite e l’esperienza chiusa in anticipo. Moratti affronta l’argomento senza giri di parole: “Ci siamo incontrati, stretti la mano, abbracciati. Non ho rancore. Lui forse sì, e sarebbe giustificato. Fu un momento sfortunato: non vincevamo una partita”. 

Quando Moratti provò a portare Totti all’Inter

C’è stato un momento in cui l’ex presidente sfidò la Roma per arrivare a Francesco Totti, trattando direttamente con Sensi. Andò così: “Dissi a Sensi che non avrei fatto storie sul prezzo. Mi rispose che non se ne parlava. Si comportò da romanista, non da commerciante. Dalla Roma presi Batistuta. Fece un gol soltanto, ma lo rifarei”.

Cosa pensa della Serie A dei fondi, di Marotta e di Ausilio

Il campionato dei grandi proprietari italiani ha lasciato il posto a quello dei fondi, e Moratti ne dà la sua lettura: “Ci si facevano dispetti, nessuno voleva fare la figura del fesso, qualcuno era più di parola di altri. Però era divertente, quello che dicevamo pesava. Oggi i presidenti non sono proprietari. E se lo sono pensano a vendere i club”.

Alla domanda sulla fede nerazzurra di Beppe Marotta, glissa: “Lo sa solo lui. Di sicuro è un grande professionista, e da interisti non possiamo che esserne contenti”.

Moratti racconta infine di aver sentito Piero Ausilio dopo l’addio: “Il giorno stesso o quello dopo. Si aspettava un contratto più lungo: un solo anno non gli bastava. È stato signorile, senza alcuna rivalsa”.

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