
📲 Vuoi ricevere notizie come questa sul tuo smartphone?
L’Inter si presenta all’Olimpico con un attestato firmato dall’allenatore avversario. Gian Piero Gasperini, alla vigilia della quinta giornata, ha respinto l’idea di una Roma ormai vicina ai nerazzurri e ha ricordato un dato che a Milano si conosce bene: negli ultimi dieci confronti con l’Inter ha sempre perso. I giallorossi, poi, non battono i nerazzurri in casa da dieci anni.
Cosa ha detto Gasperini sul divario con l’Inter
A chi gli faceva notare che rispetto alla scorsa stagione la distanza si è ridotta, il tecnico ha risposto così: “Io credo che la loro sia ancora la squadra di riferimento, sta facendo cose straordinarie in Italia e in Europa. Per questo arrivare a competere con loro è un’ambizione che c’è da parte di tutti. Loro, non solo nei confronti nostri, sono superiori in alcune cose, ma di tutti. Lo dicono i numeri, oggi sono i più forti. Noi dobbiamo guardare in casa nostra, cercando di inserirci e di continuare a stare in una posizione di vertice”.
Sulla preparazione mentale ha aggiunto: “Mentalmente invece non serve preparare gare così. Dobbiamo avere la serenità di guardare al campo per capire come contrastare questa squadra e dimostrare che siamo competitivi”.
Come Gasperini spiega le dieci sconfitte di fila
Sul tabù personale l’ex allenatore dell’Atalanta ha provato a normalizzare: “C’è stato un periodo che con l’Inter riuscivo a ottenere dei risultati, poi negli ultimi anni sono state sempre sconfitte. Poi sarà l’aspetto tattico, ma sono cambiati allenatori da Conte a Inzaghi e Chivu, il risultato non è cambiato. Questi numeri negativi però li hanno diverse squadre contro l’Inter. C’è stato un periodo che era così con la Juve, il periodo dei 7-8 scudetti di fila, poi sono arrivate le vittorie. Ci sono tante componenti, siamo davanti a una squadra forte”.
Che Roma troverà l’Inter all’Olimpico
I giallorossi passeranno la notte in ritiro a Trigoria e raggiungeranno lo stadio tutti insieme: Gasperini non vuole distrazioni né lasciare qualcosa al caso. La posta è alta, perché chi vince trascorre la sosta da solo in testa alla classifica. In più c’è da tenere vivo l’entusiasmo di una piazza capace di passare in novanta minuti dall’esaltazione alla depressione. Il tecnico ha definito l’euforia che si respira nella Capitale “un’energia positiva”, pur sapendo che alla quinta giornata serve equilibrio.
In campo andranno i titolarissimi: “Incrociando le dita saranno tutti a disposizione, Pellegrini compreso”, ha detto prima della rifinitura e della sgambata di sabato mattina. Hermoso ha recuperato dal trauma alla caviglia e riprenderà il suo posto in difesa con Mancini e Ndicka. Davanti nessun cambio, perché la coppia Dybala-Malen sta rendendo troppo per pensare al turnover. L’unico ballottaggio è sulla trequarti, dove Pisilli insidia Soulé per una maglia da titolare.
