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Tredici secondi. Tanto è durata l’attesa del popolo nerazzurro al primo derby di Sandro Mazzola contro il Milan. Un pallone, una conclusione, la rete che entra nella storia della stracittadina. Dietro quel gol c’era la mossa di un allenatore che aveva visto prima degli altri dove metterlo in campo.
La scomparsa di Mazzola a 83 anni ha riportato a galla i suoi racconti. Tra questi c’è un’intervista trasmessa da Rai3, dedicata al rapporto personale con Helenio Herrera e alla scelta tattica che gli cambiò la carriera.
Come Herrera lo spostò dal centrocampo all’attacco
Mazzola era nato centrocampista. Fu il tecnico argentino a trasformarlo in una punta di grande rilievo e lo stesso Mazzola attribuiva a lui il merito di aver intuito in anticipo il ruolo in cui avrebbe reso al massimo.
Nel suo racconto quella decisione diceva due cose. Che Herrera aveva capito le sue caratteristiche meglio di chiunque altro. E che tra i due c’era un rapporto che andava oltre la panchina e il campo.
Perché quel derby resta il simbolo di tutto
La conferma della bontĂ dell’idea arrivò subito, proprio all’esordio nella sfida ai cugini. Il tempo di scendere in campo e la nuova punta aveva giĂ segnato.
Quella rete rapidissima è rimasta il simbolo dell’impatto di Mazzola nel derby di Milano e il punto di partenza di una carriera vissuta con l’Inter e con la Nazionale. Con l’intuizione di un allenatore all’origine di tutto.
