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Il primo contatto per il rinnovo di Federico Dimarco è già avvenuto. È successo a Madrid, nelle ore che hanno preceduto la sfida contro il Real, quando Baccin ha incontrato Arturo Canales, agente dell’esterno. Un colloquio esplorativo, senza numeri sul tavolo. Ma con un’indicazione chiara: da entrambe le parti c’è la volontà di andare avanti insieme.
Sommario
L’incontro alla vigilia del Bernabeu
Nell’incontro non si è entrati nel merito delle due questioni che di solito decidono una trattativa.
Non si è parlato di cifre. Non si è parlato di durata.
È stato un primo sondaggio per capire le reciproche intenzioni e da quel confronto è uscita una sensazione positiva.
L’ipotesi che circola porta la scadenza fino al 2030.
Perché la società non vuole aspettare
Sul fatto che Dimarco sia tra i primi nomi da sistemare non ci sono discussioni interne.
L’esterno è diventato un riferimento tecnico e caratteriale della squadra e questo avvio di stagione lo ha confermato. Qualità, personalità, capacità di spostare le partite: sono le tre cose che rendono un giocatore difficile da rimpiazzare.
C’è poi la componente che ai numeri non si riduce. Dimarco è uno dei volti del progetto e per l’ambiente nerazzurro è diventato un simbolo.
Dall’altra parte il sentimento è reciproco. Il legame con la squadra e con la città è forte e San Siro è una parte del suo percorso a cui tiene.
Poi arriva il turno di Carlos Augusto
Sistemato Dimarco, l’agenda di Baccin prevede il secondo dossier sulle corsie.
La posizione del brasiliano è diversa. Fino a oggi è stato una riserva di lusso: un’alternativa di altissimo livello, pronta a entrare quando serviva, ma con la panchina come punto di partenza.
Il Bernabeu ha rimesso in discussione quella definizione. Contro il Real ha risposto presente in una delle serate più pesanti della stagione e quella prestazione può aver cambiato la percezione del suo ruolo.
Il contratto scade nel 2028. L’ipotesi è un prolungamento con adeguamento economico, che riconosca un peso maggiore all’interno del gruppo.
Prima, però, serviranno altre partite come quella di Madrid. Una prova non basta a riscrivere le gerarchie e il giocatore per primo ha bisogno di continuità per sentirsi qualcosa di più di un’alternativa.
Il doppio lavoro sulle fasce
Baccin si ritrova quindi con due fascicoli aperti sullo stesso reparto, e con due obiettivi differenti.
Su Dimarco si tratta di blindare. Su Carlos Augusto si tratta di dare un segnale a un giocatore che ha alzato il livello della concorrenza interna.
Sono due operazioni che non si escludono. Anzi, funzionano meglio insieme: un titolare rinnovato e un’alternativa valorizzata rendono la corsia sinistra un problema per gli avversari, non per l’allenatore.
