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Il tecnico dell’Inter, Cristian Chivu, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del derby contro il Milan. «Derby? La squadra è pronta, consapevole che sarà una partita importante per la città e i tifosi. Hai sempre una motivazione in più, non conta la classifica, non conta niente, conta solo andare in campo e cercare di portarla a casa», ha dichiarato l’allenatore nerazzurro.
Poi ha aggiunto: «Dobbiamo vederla come una partita di campionato, non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo fatto nell’ultimo anno, dobbiamo essere la nostra miglior versione».
Sommario
Chivu: «Per me le favorite nei derby non esistono»
L’allenatore ha richiamato anche la scorsa stagione. «La storia mi insegna che un derby può essere non decisivo. È una partita di Serie A con tre punti in palio. Il Milan, lo scorso anno, ha vinto contro di noi all’andata e poi ha perso con la Lazio».
«È solo la decima giornata: ovvio che è un derby, subentrano tante cose, non soltanto i tre punti, ma anche determinazione in più. Per me le favorite nei derby non esistono», ha proseguito Chivu.
Il nuovo stadio: «Il mondo va avanti, bisogna accettarlo»
Il tecnico ha risposto anche sul progetto del nuovo stadio, presentato ieri. «Nuovo stadio? Devo stare attento a quello che dico, ci sono sostenitori di San Siro, lo sono anche io, ma nello stesso momento sono favorevole all’innovazione che ti crea qualcosa d’importante. Il mondo va avanti, bisogna accettarlo. Il nuovo fa un po’ di paura all’inizio, ma quando ti abitui ti può dare tante soddisfazioni».
Diouf: «Non ho ancora vinto un derby»
In un’intervista a Dazn ha parlato anche Andy Diouf, centrocampista dell’Inter. «Non ho ancora vinto un derby. La cosa più importante è proprio la vittoria. È una partita che rappresenta qualcosa di molto forte per i nostri tifosi. È importante per loro e noi ci teniamo a fare le cose per bene».
Il centrocampista si è soffermato anche sull’effetto di San Siro. «Giocare a San Siro è incredibile, davvero incredibile. È vero che le prime partite richiedono un po’ di tempo per abituarsi. Lo stadio è enorme. Ogni volta che ho la possibilità di scendere in campo», racconta Diouf, «cerco di dare il massimo, perché è un sogno, un sogno che avevo fin da bambino: trovarmi in questa posizione».
