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Lautaro cambia il Mondiale dell’Argentina: assist e gol decisivi in due notti

Lautaro Martinez con la maglia dell'Argentina.

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Ci voleva pazienza. Con Lautaro Martinez bisogna sempre avere pazienza. Lo sa Scaloni, che lo tiene in panchina per tutta una partita e poi lo manda dentro al 66′ e la partita cambia. Lo sa Chivu, che a San Siro lo ha visto disegnare stagioni intere tra alti e bassi, sapendo sempre che il gol sarebbe arrivato. Lo sappiamo noi interisti, che da anni conviviamo con il paradosso di un attaccante che può passare dall’anonimato totale alla giocata decisiva nel giro di novanta secondi. Ebbene: il Mondiale 2026 di Lautaro Martinez è cominciato tardi. Ma è cominciato bene. Molto bene.

In due notti, il capitano nerazzurro ha cambiato il corso del Mondiale argentino. Prima contro l’Egitto negli ottavi, poi contro la Svizzera nei quarti di ieri notte. L’Argentina è in semifinale. Mercoledì sfida l’Inghilterra. E Lautaro è il motivo principale per cui i campioni del mondo sono ancora in corsa.

Ottavi — Atlanta, Argentina-Egitto 3-2: l’assist che riapre tutto

La partita contro l’Egitto era cominciata malissimo. Messi sbagliava un rigore al 21′, l’Egitto raddoppiava al 67′ con Ziko e l’Argentina sembrava spacciata. Scaloni inserisce Lautaro al posto di De Paul un minuto prima del raddoppio egiziano: una mossa quasi disperata, in una partita che sembrava già scritta nella direzione sbagliata.

Invece. Lautaro entra in campo e cambia l’inerzia. Ci prova di testa al 79′, il pallone si impenna e finisce fuori, ma l’elettricità che porta all’attacco argentino è immediata e palpabile. Romero accorcia sull’assist di Messi all’80’, Messi pareggia all’84’ dopo una serie di rimpalli nell’area egiziana.

Il capolavoro arriva al 90’+2′. Julian Alvarez serve Lautaro in profondità, il capitano nerazzurro temporeggia, guarda in area, aspetta un compagno: poi vede l’inserimento a tutta velocità di Enzo Fernandez ed effettua un cross perfetto per la testa del compagno, che segna il gol che fa impazzire l’Argentina. Tre a due. Rimonta completata in dodici minuti. Argentina ai quarti.

Non è un gol, ma è meglio di un gol. È la giocata di un uomo che legge il gioco prima degli altri, che nell’ultimo secondo della partita ha la lucidità di non tirare e di servire il compagno meglio posizionato. È la giocata di un capitano.

Ieri notte, contro la Svizzera di Akanji — un altro campione interista ritrovatosi di fronte al proprio capitano nerazzurro, in una storia che solo il calcio sa scrivere — l’Argentina ha sofferto di nuovo. Al vantaggio dei campioni del mondo in carica, firmato da Mac Allister al 21′, ha risposto Ndoye al 67′. Nei tempi supplementari la squadra di Scaloni ha avuto la meglio, trovando prima il 2-1 con un super gol di Julian Alvarez al 112′ e poi, allo scadere, anche il 3-1, segnato questa volta proprio da Lautaro Martinez.

Il capitano dell’Inter è subentrato all’85’ al posto di Rodrigo De Paul. Di nuovo dalla panchina, di nuovo nel momento cruciale, di nuovo decisivo. Il gol al 120′ — il terzo dell’Argentina, segnato nei tempi supplementari, quello che mette in ghiaccio il risultato — è la sintesi perfetta del Mondiale di Lautaro: non protagonista dall’inizio, ma presente quando conta.

Il destino aveva deciso che Akanji e Lautaro si ritrovassero su fronti opposti ai quarti di finale del Mondiale. Ha vinto il capitano. Akanji torna a casa. L’Inter perde un soldato, ne ritrova un altro più grande.

Facciamo i conti. Nella fase a gironi, Lautaro aveva realizzato un rigore contro la Giordania e sembrava invisibile. La narrazione dominante era quella del fuoriclasse che al Mondiale non riesce mai a esprimersi. Poi sono arrivati i quarti – o meglio, la fase a eliminazione diretta – e tutto è cambiato.

Contro l’Egitto: assist decisivo al 90’+2′ per il 3-2 finale. Contro la Svizzera: gol al 120′ per il definitivo 3-1. Due partite, due contributi decisivi, due qualificazioni che portano anche la sua firma. Scaloni lo schiera sempre dalla panchina, ma il messaggio è ormai inequivocabile: Lautaro è il jolly dell’Albiceleste, l’uomo per le situazioni difficili, il giocatore che entra quando la partita va storta e la raddrizza.

Non è il ruolo che vorrebbe. Ma è il ruolo che sta interpretando da campione.

Mercoledì notte, in semifinale, l’Argentina affronta l’Inghilterra. Per chi conosce la storia del calcio mondiale, non servono spiegazioni: è la partita delle partite. La mano de Dios, il gol più bello di tutti i tempi di Maradona, Messico 1986. Il rigore sbagliato da Batistuta nel 1998. Il pareggio del 2002. Ogni edizione del Mondiale porta con sé questo appuntamento, questa tensione, questa memoria collettiva che pesa su ogni pallone.

Messi giocherà. Avrà accanto Julian Alvarez, in gran forma. E dalla panchina, o forse dall’inizio, se Scaloni si fida dei segnali degli ultimi giorni, ci sarà Lautaro Martinez. Il capitano dell’Inter. Il Toro di Bahia Blanca che al Mondiale non segna mai e poi invece segna sempre quando conta.

Noi di Piazzainter.it saremo svegli davanti alla TV come ogni interista che si rispetti.

Forza Lautaro e forza Inter!

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Scritto da

Carlo Scavone

Interista integralista. Nerazzurro dal 1983. Co-Founder di Piazza Inter.

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