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Diciotto anni, nato a Bergamo, cresciuto nell’Atalanta, contratto con il Borussia Dortmund fino al 2029. E un’estate passata a guardare la panchina. Samuele Inacio è il nome che Tuttosport mette oggi al centro di un derby d’Italia di mercato, con l’Inter e la Juventus pronte a contendersi uno dei classe 2008 più chiacchierati d’Europa. Prima di sognare, però, conviene mettere in fila un paio di cose che le agenzie di giornata stanno raccontando male.
Chi è Samuele Inacio, e perché il nome dovrebbe dirvi qualcosa
Figlio di Inacio Pià, l’attaccante brasiliano passato da Napoli, Atalanta e Catania, e di madre bergamasca. Cresciuto a Zingonia, portato via dall’Atalanta a sedici anni per una cifra che oggi fa sorridere. Il Dortmund lo ha inserito in un percorso rapido verso la prima squadra, lo ha fatto esordire in Bundesliga nella scorsa stagione, lo ha visto segnare e poi lo ha blindato a inizio estate con un rinnovo fino al 30 giugno 2029.
Il 3 giugno scorso è arrivato anche l’esordio in Nazionale maggiore, contro il Lussemburgo, subentrando a Luca Koleosho nel finale. Lo ha chiamato Silvio Baldini, commissario tecnico ad interim di un’Italia sperimentale. Non è un dettaglio da poco: era da Mattia Caldara, nel 2018, che un bergamasco non metteva piede in azzurro.
Il punto è che quest’anno il minutaggio si è fermato. In Bundesliga ha giocato pochissimo, e in estate ha cambiato agenzia. Due condizioni che, messe insieme, di solito aprono una porta.
Perché servirebbe davvero
Tuttosport lo scrive senza giri di parole: all’Inter manca in rosa una seconda punta con estro e fantasia. Guardate il reparto offensivo e provate a dargli torto. Abbiamo centravanti, abbiamo esterni, abbiamo gamba. Quello che non abbiamo è il giocatore che rompe la partita con una giocata fuori copione quando davanti c’è un blocco basso e mancano venti minuti.
Chivu, in più, ha dimostrato nella stagione del Double di non avere alcun problema a mettere in campo i ragazzi. Non sarebbe un investimento parcheggiato in tribuna per tre anni.
Il problema si chiama Borussia Dortmund
Adesso la doccia fredda. Il Dortmund non ha nessuna urgenza di vendere. Il contratto fino al 2029 lo ha firmato a inizio estate proprio perché dall’Italia arrivavano le prime chiamate, e la valutazione che circola è intorno ai quindici milioni. Per un giocatore che finora in Bundesliga ha collezionato spezzoni.
A maggio, quando la convocazione azzurra ne ha alzato il profilo, si erano mossi anche Paris Saint-Germain e Barcellona. Il club tedesco ha risposto con il rinnovo. È il manuale delle società che sanno cosa hanno in casa.
Quindi la domanda vera non è se Inacio piaccia all’Inter. Piace, e non da ieri. La domanda è a quali condizioni il Dortmund si siede, e la risposta più probabile oggi è: nessuna, almeno fino a quando il ragazzo non decide di forzare.
La Juve si muove prima, ma non è il vantaggio che sembra
I bianconeri hanno fatto la mossa più visibile, passando dall’agente Edoardo Crnjar, lo stesso intermediario dell’operazione Kolo Muani. Hanno chiesto informazioni, hanno sondato le condizioni. Nulla di più.
Sui giovani italiani in Europa Inter e Juventus stanno inseguendo la stessa strategia, e i duelli come questo si moltiplicheranno. Ma un sondaggio esplorativo a settembre, con il mercato chiuso da dieci giorni e un contratto lungo dall’altra parte, vale quello che vale. Serve a esserci quando la situazione si muove.
Cosa aspettarsi adesso
Niente, per un po’. Inacio deve giocare, e il Dortmund deve decidere se dargli spazio o lasciarlo marcire in panchina fino a gennaio. Il secondo scenario è quello che apre davvero le porte, ed è quello su cui entrambe le italiane stanno tenendo il fiato.
Da interisti, la cosa da tenere d’occhio non è la trattativa. È come Baccin sceglierà di muoversi sul primo dossier giovane della sua gestione. Perché quello ci dirà molto più di Inacio su come sarà il mercato dell’Inter nei prossimi anni.
