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C’è un modo di parlare di un ex allenatore senza sminuirlo e di celebrare quello nuovo senza usarlo come contrasto. Hakan Calhanoglu ci è riuscito e la parte più interessante dell’intervista sta proprio lì.
Il punto di partenza
Il turco è tornato sulla stagione che aveva lasciato la squadra a mani vuote, con la sconfitta nella finale di Champions contro il Psg.
“Tutti pensavano che l’Inter fosse morta dopo quello che è successo. Ma questa squadra ha una mentalità forte, e ogni volta che abbiamo un momento o una situazione difficile, rispondiamo”, ha dichiarato a Bein Sport Australia.
E ha indicato la ragione: “Rispondiamo perché siamo uniti. Giochiamo insieme da tanti anni, conosciamo le situazioni, sappiamo come gestirle, e questo è ciò che ci rende diversi”.
La risposta è arrivata sotto forma di scudetto e Coppa Italia.
Il debito verso Inzaghi
Prima di parlare del presente, il centrocampista ha voluto chiarire il proprio rapporto con chi lo aveva portato a Milano.
“Non posso dire nulla contro Simone Inzaghi, grazie a lui sono all’Inter e sono cresciuto molto con lui anche come persona e come giocatore”, ha affermato.
Cosa cambia con Chivu
Il paragone arriva subito dopo, e non è tecnico.
“Ma Chivu ha qualcosa di diverso, qualcosa in più, gli importa di più della persona, per lui è più importante come sei e come ti senti, ti dà una fiducia che ti fa sentire bene”, ha spiegato il turco.
Il ritratto prosegue distinguendo il campo da ciò che accade fuori: “Poi ha le sue idee tattiche, ci spinge ad allenarci al 100% ma fuori dal campo è come un fratello, come un amico, puoi parlargli di qualsiasi cosa, è sempre vicino a te”.
C’è infine un passaggio personale: “Avevo molte cose da risolvere, e lui mi ha aiutato molto, e gli sono grato per questo”.
La difesa della Serie A
Un capitolo dell’intervista riguarda la percezione del nostro campionato all’estero.
“La Serie A è un ottimo campionato, per me è fra i primi tre al mondo assieme a Premier e Liga”, ha dichiarato.
E ha portato esempi concreti: “Squadre come l’Atalanta e le altre stanno crescendo, la Fiorentina sta comprando tanti buoni calciatori”.
Il bilancio personale
Sui propri cinque anni in nerazzurro il turco ha fornito i numeri.
“Sono qui da cinque anni e ho vinto otto trofei e giocato due finali di Champions League. Vorrei averne vinta una, ma questo è il calcio”, ha osservato.
Il messaggio alle rivali
La chiusura è la parte che i tifosi avversari leggeranno con più attenzione.
“L’obiettivo è sempre continuare a provare a vincere il campionato, a dominare, e quest’anno sarà lo stesso”, ha dichiarato.
Detto da uno che di trofei in nerazzurro ne ha già alzati otto, non suona come una frase di circostanza.
