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Nella stessa giornata, due voci diverse, due contesti diversi. E la stessa conclusione: il lavoro di Piero Ausilio merita un riconoscimento che finora non ha avuto.
Sono arrivate nel giro di poche ore ed entrambe finiscono per indicare lo stesso banco di prova.
L’elogio che Viviano aveva smesso di fare
Il primo intervento è di Emiliano Viviano, ai microfoni di Sportium Fun.
«Ho smesso di dirlo perché poi la gente rompe il ca..o, dicono che sei tifoso dell’Inter, ma Ausilio e chi comanda, Marotta, dovrebbero avere delle statue», ha dichiarato l’ex portiere.
I numeri che cita
A sostegno della propria posizione l’ex portiere porta un confronto economico.
«L’Inter ha fatto questa squadra che oggi tutti diciamo è 100 volte più forte delle altre e abbiamo visto i dati: ha in attivo gli ultimi 5 anni di 100 milioni con squadre che ne hanno spesi 400. Una roba folle», ha osservato.
Cento milioni di saldo positivo in cinque anni, contro quattrocento spesi altrove. È il dato che tiene insieme il ragionamento.
Il caso Frattesi secondo Viviano
Un capitolo a parte riguarda l’operazione appena conclusa con la Lazio.
«Anche l’operazione Frattesi è una roba da fargli la statua: 50% + 15 milioni per un giocatore che sono due anni che gioca 10 minuti alla fine», ha affermato.
E ha spiegato perché la considera equilibrata: «Frattesi operazione perfetta per l’Inter e per la Lazio, che prende un giocatore superiore alla Lazio per un prezzo accettabile e l’Inter manda un suo giocatore a rivalutarsi, ne tiene il 50% e male che va prende 15 mln per un giocatore che all’Inter era la nona scelta a centrocampo».
Sul fronte delle uscite ha aggiunto un’indicazione: «Forse vendono Luis Henrique a 26-27 milioni».
Sabatini e la memoria delle critiche
Il secondo intervento arriva da Sandro Sabatini, sul proprio canale YouTube, e parte da lontano.
«Apro una parentesi sull’Inter: nelle varie carriere ci sono momenti in cui sei la calamita di tutte le critiche. Mi ricordo che Ausilio ai tempi di Thohir e nei primi anni di Zhang aveva la colpa per tutto», ha ricordato il giornalista.
Il passaggio che si presta a due letture
È qui che il discorso diventa meno lineare, e vale la pena riportarlo per intero.
«Branca si è ritirato, Ausilio invece è il segreto dell’Inter: è in scadenza? Deve andare via dall’Inter. Io ripeto che nessuna storia è infinita, Moratti mi disse che tutto nella vita è in prestito. Nel calcio a me piace dire sempre che è meglio questo o quello: per me è il miglior direttore sportivo italiano e le fortune Marotta dipendono da Piero Ausilio», ha dichiarato.
Il contratto del dirigente scade nel 2027. Nella stessa frase convivono l’idea che nessuna storia sia infinita e il giudizio sul miglior direttore sportivo italiano.
Il doppio affare come metro di giudizio
La chiusura di Sabatini individua due operazioni precise.
«E se fa l’operazione in uscita di Luis Henrique guadagnando 30 milioni e fa Curtis Jones in entrata, ragazzi, è un capolavoro. Rende l’Inter di livello europeo, da prime quattro in Champions League, e tiene i conti in ordine. Dove lo trovi un ds così?», ha affermato.
La convergenza
È il punto che colpisce di più, mettendo in fila i due interventi.
Viviano e Sabatini partono da premesse diverse e arrivano allo stesso incrocio: la cessione del brasiliano e l’arrivo del centrocampista del Liverpool.
Il resto lo diranno i prossimi giorni di mercato.
