
Pio Esposito
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Thuram sarebbe il titolare. Il condizionale, adesso, se lo è preso Pio Esposito.
Domani sera a San Siro contro il Napoli il ragazzo partirà dal primo minuto per la terza partita consecutiva di campionato. E non è una statistica banale.
Tre di fila, una cosa che non gli capitava
Il dato va confrontato con l’anno scorso.
Nella scorsa stagione a Esposito era successo soltanto due volte di scendere in campo dall’inizio per tre giornate di seguito. Una fra la ventunesima e la ventitreesima, l’altra fra la ventottesima e la trentesima.
E in entrambi i casi c’era una spiegazione precisa: uno dei due attaccanti principali aveva problemi fisici.
Adesso il contesto è lo stesso, con Thuram che sta recuperando la condizione. Ma il ragazzo sembra intenzionato a fare in modo che la situazione non si esaurisca con il rientro del francese.
“PioLa”, la coppia che funziona
Chivu ha battezzato così la coppia formata da Esposito e Lautaro.
Il meccanismo è semplice da leggere. Da una parte un centravanti fisico, che occupa l’area e fa da riferimento per la squadra. Dall’altra il capitano libero di muoversi e di attaccare gli spazi che si aprono.
Non è un ribaltamento delle gerarchie, categoria che l’allenatore non ama. È una soluzione che l’Inter può tenere in cassaforte a prescindere dalle condizioni di Thuram.
Il Napoli che arriva è anche il suo
C’è poi un dettaglio che rende la serata di domani diversa dalle altre, per lui.
Esposito è nato a Castellammare di Stabia. Contro il Napoli, insomma, gioca sempre contro un pezzo della propria geografia.
Fino a oggi però quelle partite non gli hanno portato granché. Contro gli azzurri ha giocato poco più di mezz’ora complessiva in due gare, e non ne ha vinta nessuna.
Un gol contro una grande, finora
Il curriculum contro le squadre di prima fascia è ancora corto.
C’è una sola rete: quella alla Juventus, in una partita infuocata.
Quest’anno ha già fatto esplodere San Siro con un colpo di tacco contro il Monza. A Cagliari, invece, ha sprecato almeno un paio di occasioni enormi.
Segnare proprio al Napoli, pochi giorni dopo la firma sul nuovo contratto, sarebbe il modo più diretto per rendere quel posto ancora meno discutibile.
La firma che ha cambiato il peso
Il contratto è la parte che spiega tutto il resto.
Martedì scorso, negli uffici di viale della Liberazione, Esposito ha messo la propria firma su un accordo fino al 2032. Sei stagioni ancora in nerazzurro.
Davanti a lui c’erano il presidente Beppe Marotta e l’ormai ex direttore sportivo Piero Ausilio. La cifra supera i tre milioni netti a stagione, bonus compresi.
Per un ventunenne cresciuto nel vivaio è la certificazione di un passaggio di stato. Non è più il giovane da far crescere con calma: è uno degli elementi su cui la società costruisce.
Thuram si avvicina, e c’è il Bernabeu
Sull’altro fronte il francese continua a migliorare.
Si sta allenando con maggiore continuità e a Cagliari ha accumulato minuti utili. L’obiettivo è aumentare presto il proprio minutaggio.
Martedì c’è il Bernabeu, e quella è una prospettiva che riguarda tanto lui quanto l’allenatore.
Prima, però, viene il Napoli. E per quella partita l’indicazione porta a Pio.
