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John Stones, classe 1994 e vincitore di 20 trofei con il Manchester City, tra cui una Champions League, sceglie l’Inter a parametro zero, superando la concorrenza di Chelsea, Arsenal e Juventus. Per lui è pronto un contratto biennale da circa 4 milioni di euro a stagione. Chivu avrà la difesa che desiderava per l’assalto all’Europa.
Permettetemi di iniziare da una lista. Chi mi legge conosce il mio approccio: parlo da tifoso, ma parto sempre dai dati. Nella storia recente dell’Inter, gli affari a parametro zero portano i nomi di Mkhitaryan, Thuram, Zielinski, Çalhanoğlu, De Vrij, Lukaku, quello devastante della prima esperienza, e Darmian.
Adesso si aggiunge John Stones.
Sei Premier League. Una Champions League vinta nel 2023 proprio contro l’Inter, un dettaglio che rende questa storia ancora più intensa. Venti trofei in dieci anni al Manchester City. Un difensore di caratura mondiale che si libera alla scadenza del contratto e sceglie Milano, sponda nerazzurra.
Zero euro per il cartellino.
Marotta e Ausilio lo hanno fatto ancora. Chi continua a criticare il modello Oaktree farebbe bene a rileggere questa lista dall’inizio.
La storia nasce, come accade spesso nei migliori affari estivi, da una situazione di apparente difficoltà. L’Inter si è ritrovata cortissima in difesa dopo gli addii di Acerbi, De Vrij e Darmian. Tre partenze simultanee che avevano lasciato Chivu con Bastoni, Akanji e Bisseck come soli centrali disponibili.
Il reparto aveva bisogno di rinforzi immediati, con la Champions League all’orizzonte e l’obiettivo dichiarato di fare meglio rispetto all’eliminazione contro il Bodø/Glimt.
Ausilio si è messo al lavoro. Stones interessava a molti club, soprattutto Chelsea e Arsenal, mentre la Juventus aveva sondato il terreno già nel fine settimana. All’inizio del mercato le richieste economiche erano elevate, vicine agli 8 milioni di euro d’ingaggio. Con il passare delle settimane, però, le pretese si sono ridotte.
L’Inter ha aspettato il momento giusto, ha presentato l’offerta adeguata e ha convinto il giocatore con un argomento che i soldi, da soli, non possono comprare: il progetto.
Stones è stato conquistato dalla proposta nerazzurra. Non dal Chelsea con le sue enormi disponibilità economiche. Non dall’Arsenal che punta alla Premier League. Non dalla Juventus che, pur avendo bussato alla porta, non è mai entrata davvero nella fase decisiva della trattativa.
Ha scelto l’Inter. Ha scelto Chivu. Ha scelto San Siro.
Il risultato è un contratto biennale da circa 4 milioni di euro a stagione. L’accordo verbale è stato raggiunto e le visite mediche saranno fissate nelle prossime ore. Fabrizio Romano ha confermato la trattativa su X: “Accordo di massima in fase di definizione tra l’Inter e John Stones. L’accordo sarà siglato a breve”.
Per chi avesse bisogno di un aggiornamento sul profilo tecnico del nuovo difensore nerazzurro, parliamo di uno dei centrali più completi della sua generazione.
Cresciuto nel Barnsley, Stones si è affermato con la maglia dell’Everton. Nel 2016 il Manchester City lo ha acquistato per 55 milioni di sterline. All’epoca era il difensore inglese più costoso della storia.
Da quel momento sono arrivate dieci stagioni al City, con Guardiola che ne ha completato la formazione. Stones è diventato un difensore tecnico, abile nell’impostazione dal basso, intelligente sul piano tattico e duttile. Può giocare da centrale puro, ma anche avanzare come mediano aggiunto all’interno del sistema guardioliano.
Il palmarès parla da solo. In dieci stagioni con il Manchester City ha vinto 20 trofei, tra cui sei Premier League e una Champions League. La coppa europea è quella conquistata nel 2023, nella finale di Istanbul contro l’Inter.
Un dolore nerazzurro che oggi si trasforma in una risorsa. Stones conosce quella partita, sa cosa significa vincerla e conosce il livello necessario per competere ai vertici europei.
Con l’Inghilterra ha chiuso al terzo posto il Mondiale appena concluso, disputando un torneo di alto livello e confermando di essere ancora competitivo ai massimi livelli, nonostante i 32 anni e una stagione al City condizionata dagli infortuni.
Il puzzle tattico si compone in modo naturale. Stones prenderà il posto lasciato libero da Francesco Acerbi al centro del terzetto difensivo. Il suo arrivo potrebbe portare Manuel Akanji sul centro-destra, con Alessandro Bastoni a completare la linea titolare.
Akanji e Stones di nuovo insieme, questa volta ad Appiano Gentile.
Per anni hanno formato una delle coppie difensive più affidabili d’Europa sotto la guida di Guardiola. Si conoscono alla perfezione e non avranno bisogno di mesi per trovare automatismi e intese. È come acquistare un reparto già assemblato: la sintonia esiste già.
Per Chivu, che ha indicato la Champions League come il grande obiettivo dopo la delusione contro il Bodø/Glimt, Stones rappresenta esattamente il profilo richiesto. È un giocatore che ha vissuto da protagonista le grandi notti europee, che sa difendere un vantaggio contro il Barcellona, costruire dal basso sotto pressione in una semifinale e gestire la tensione di una finale.
Quella Champions l’ha già vinta. Forse sente il desiderio di conquistarla ancora, questa volta dall’altra parte.
Nel 2023 John Stones sollevava la coppa dopo aver battuto l’Inter in finale. Nel 2027 potrebbe farlo con la maglia nerazzurra. Certe storie le scrive soltanto il calcio.
Torniamo al punto di partenza. Ogni estate si alzano le voci di chi sostiene che il modello Oaktree, basato su parametri fissi, cartellini contenuti e investimenti sui giovani, stia riducendo il livello dell’Inter. Ogni estate Marotta e Ausilio rispondono con i fatti.
Quest’estate sono arrivati Provedel per 3 milioni di euro, dopo l’esperienza da titolare alla Lazio, il rinnovo di Mkhitaryan con una riduzione volontaria dell’ingaggio e ora Stones, vincitore di 20 trofei, senza spendere un euro per il cartellino.
In molti avevano celebrato la fine dell’era dei parametri zero. E invece eccolo qui, Stones, difensore trentaduenne, roccioso ed elegante.
Il nome richiama la pietra, ma il suo calcio ha poco di grezzo. Alla durezza del difensore unisce la qualità di un giocatore formato da Guardiola per partecipare alla costruzione, gestire il pallone sotto pressione e leggere in anticipo lo sviluppo dell’azione.
Il mercato non si misura soltanto con i milioni spesi. Si misura con la qualità dei giocatori che arrivano. John Stones è un calciatore che molti club europei avrebbero voluto.
Ha scelto l’Inter.
Con Akanji ricomporrà il cuore della difesa di Guardiola che tolse la Champions League dalle mani di Lautaro e compagni tre anni fa. È il lato più suggestivo dell’operazione, quello che i tifosi nerazzurri hanno già colto sui social: i due centrali che nel 2023 fermarono l’Inter in finale ora giocheranno per l’Inter.
Akanji era già nerazzurro da un anno. Adesso arriva Stones.
Chivu avrà a disposizione una difesa profonda, esperta e adatta ai ritmi delle partite europee che contano. Bastoni, Stones, Akanji e Bisseck: quattro centrali di qualità per tre posti. Una concorrenza capace di alzare il rendimento di tutto il reparto.
Il secondo scudetto consecutivo è un obiettivo. La Champions, quella coppa che nel 2023 sfuggì all’Inter sul traguardo, resta il grande sogno.
Adesso quel sogno ha un volto nuovo. Un volto inglese, elegante e roccioso, che conosce quella coppa nel modo più intimo possibile: l’ha già tenuta tra le mani.
Stavolta la terrà nelle mani giuste.
Forza Inter.
