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Inter-Udinese 5-3: un’altra rimonta pazzesca, ma la difesa preoccupa

Carlos Augusto dell'Inter durante la partita contro l'Udinese

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San Siro impazzisce: da 0-2 a 5-3, ma tre gol subiti sono troppi

Otto giorni dopo la rimonta sul Napoli, l’Inter ne firma un’altra. Inter-Udinese 5-3, sotto di due gol dopo sedici minuti e sopra di tre all’ottantesimo.

Cinque reti: Carlos Augusto, Barella, Thuram, Pio Esposito e Bonny. Una serata che a San Siro ricorderanno.

Ma il dato che va messo accanto alla festa è meno comodo: l’Udinese ha segnato tre gol con sei tiri totali. La metà delle sue conclusioni è finita in rete, e in tutti e tre i casi l’origine è stata un errore nerazzurro. Con 27 tiri a 6 e un xG di 3.09 contro 0.90, il 5-3 finale racconta una partita dominata e una difesa che continua a concedere.

Il disastro dei primi sedici minuti

L’avvio è da incubo. Al 9′ l’Udinese passa su calcio d’angolo: cross dalla destra di Gómez, Josep Martínez resta sulla linea invece di uscire e Abankwah — difensore centrale rimasto alto sull’angolo — salta indisturbato nel cuore dell’area e infila di testa. Primo gol in Serie A per l’irlandese.

Sette minuti dopo arriva il raddoppio, e anche questo è un regalo. Al 16′ cross rasoterra di Davis dalla sinistra, Diouf sbaglia la marcatura e Ekkelenkamp si inserisce in area, battendo un Martínez ancora una volta tutt’altro che impeccabile.

Il nervosismo esplode al 18′, quando Aleksandar Kolarov viene espulso per proteste dalla panchina nerazzurra.

Va detto: per il portiere spagnolo è la seconda partita consecutiva con errori pesanti, dopo il dribbling sbagliato al Bernabéu che aveva regalato il raddoppio a Valverde. Un tema che non si può più trattare come episodio isolato.

La reazione: diciassette minuti per rimettere tutto in piedi

L’Inter non si disunisce, e la risposta arriva con una giocata individuale.

Al 26′ Carlos Augusto arriva sul pallone e scarica una fucilata di collo esterno sinistro da fuori area: la palla si infila sulla destra, Okoye non ci arriva. Secondo gol consecutivo per il brasiliano dopo quello del Bernabéu, e in un momento in cui serviva qualcosa che non passasse dalla manovra.

Al 35′ arriva il pareggio: assist di Thuram, Barella riceve dentro l’area, si ritrova uno contro uno con Okoye e lo batte sul palo sinistro. Il capitano di giornata — con Lautaro in panchina — rimette la partita in equilibrio.

All’intervallo i numeri dicono tutto: 13 tiri a 3 per l’Inter, sei nello specchio contro due. L’Udinese aveva segnato due gol con tre conclusioni.

La ripresa: il sorpasso e poi la valanga

L’Inter riparte con lo stesso piglio. Al 49′ Mkhitaryan si inserisce in area e calcia verso l’incrocio, Okoye devia in corner. Al 56′ ci riprova l’armeno, palla alta.

Il sorpasso arriva al 57′: Barella apre per Diouf, cross in mezzo e Thuram si fa strada in area concludendo all’angolino basso di sinistra. 3-2. Diouf si riscatta dall’errore sul secondo gol friulano, Thuram chiude il suo cerchio personale dopo le due parate di Okoye al 13′ e l’assist per Barella.

Al 60′ Mkhitaryan viene ammonito per condotta antisportiva. Al 62′ doppio cambio: esce Stones per un problema fisico — ma con le proprie gambe, che è la notizia migliore — sostituito da Pavard, e dentro Curtis Jones al posto dell’ammonito Mkhitaryan.

Cinque minuti dopo, il gol più bello della serata. Al 67′ triangolazione avviata da Jones, scambio in area tra Zielinski e Pio Esposito: il ragazzo fulmina Okoye all’incrocio di sinistra con una freddezza da veterano. 4-2, e il gol nasce da un subentrato entrato cinque minuti prima.

Al 70′ dentro Bonny e Dimarco per Thuram e Bastoni. Nove minuti e il francese trova la quinta rete: al 79′ un rimpallo taglia fuori tutti e lo lascia solo davanti alla porta, da due passi non sbaglia. 5-2.

All’82’ esce Zielinski accolto dalla standing ovation di San Siro: suo l’assist per Pio Esposito e sua la regia della ripresa. Al suo posto Stankovic, che all’89’ scheggia il palo su punizione.

Nel finale l’Udinese accorcia: al 90′ Bayo imbecca Gueye, che resta freddo e infila all’angolino basso di destra. 5-3.

I numeri: dominio totale, e una difesa che concede troppo

27 tiri a 6. Dodici nello specchio contro cinque. Otto grandi occasioni contro tre. Dieci corner a uno. Possesso 66%-34%. xG 3.09 contro 0.90.

Su ogni voce l’Inter ha dominato. E l’xGOT di 5.73 contro 2.12 dice che i nerazzurri hanno anche calciato da posizioni molto migliori.

Ma resta l’altro dato: l’Udinese ha prodotto sei conclusioni totali e ne ha trasformate tre. Non ha costruito, ha punito. E lo ha fatto due volte nei primi sedici minuti e una volta a partita chiusa.

In tre partite — Cagliari, Real Madrid, Udinese — l’Inter ha subito sei gol, e in almeno quattro casi l’origine è stata un errore individuale evitabile. È il tema che accompagna questo inizio di stagione, e che il 5-3 non cancella.

Chi si è preso la serata

Carlos Augusto ha segnato per la seconda gara consecutiva, con un gol di pura invenzione nel momento più difficile.

Pio Esposito continua a impressionare: dopo il gol di tacco al Monza, un’altra rete di qualità in una partita in cui ha lavorato da riferimento per tutta la squadra.

Zielinski è uscito tra gli applausi di San Siro, e quando uno stadio ti saluta così non serve aggiungere altro.

Barella ha segnato e servito, guidando la squadra da capitano nella partita in cui Lautaro è rimasto in panchina.

Thuram, Bonny, Jones e Stankovic hanno completato il quadro: quattro giocatori che hanno inciso in modo diverso, tra chi è partito titolare e chi è entrato a gara in corso.

Cosa resta

Tre punti pesanti, una squadra che non molla mai e un attacco che sta segnando con una continuità impressionante: cinque gol contro il Monza, cinque contro l’Udinese, tre al Napoli in rimonta.

Ma anche una domanda che si ripete ogni settimana: quanto può reggere una squadra che deve segnare cinque gol per vincerne una?

La risposta non arriverà stasera. Arriverà quando l’Inter incontrerà un avversario che con sei tiri non ne segna tre, ma dieci occasioni le trasforma in tre gol comunque.

Il tabellino

INTER–UDINESE 5-3

Reti: 9′ Abankwah (U, assist Gómez), 16′ Ekkelenkamp (U, assist Davis), 26′ Carlos Augusto (I), 35′ Barella (I, assist Thuram), 57′ Thuram (I, assist Diouf), 67′ Pio Esposito (I, assist Zielinski), 79′ Bonny (I), 90′ Gueye (U, assist Bayo)

Inter (3-5-2): J. Martínez; Stones (62′ Pavard), Akanji, Bastoni (70′ Dimarco); Diouf, Barella, Zielinski (82′ Stankovic), Mkhitaryan (62′ Jones), Carlos Augusto; Thuram (70′ Bonny), Pio Esposito. All. Chivu

Udinese: Okoye; Kabasele, Abankwah, Ebosse; Vojvoda (74′ Bertola), Karlström, Miller (73′ Chakvetadze), Kamara; Ekkelenkamp (80′ Lovric), Gómez (61′ Gueye); Davis (80′ Bayo). All. Runjaić

Arbitro: Pairetto (Nichelino). VAR: Marini-Gariglio

Ammoniti: 45′ Davis (U), 60′ Mkhitaryan (I)

Espulsi: 18′ Kolarov (staff tecnico Inter, per proteste)

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