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Piero Ausilio lascia ufficialmente l’Inter dopo circa 28 anni. Club e dirigente hanno deciso di comune accordo di separare da oggi le proprie strade, chiudendo uno dei rapporti professionali più longevi della storia recente nerazzurra. Ausilio, direttore sportivo dal febbraio 2014 e responsabile dell’area tecnica, saluta dopo aver contribuito alla conquista di 9 trofei e alla partecipazione a tre finali europee. L’Inter ha contestualmente promosso Dario Baccin nel ruolo di Chief Sport Officer.
La separazione arriva dopo settimane nelle quali il futuro del dirigente era diventato incerto.
Dal rinnovo mancato alla risoluzione consensuale
Ausilio aveva un contratto con scadenza nel giugno 2027.
Nella fase precedente all’addio era emersa la possibilità di un rinnovo di un solo anno alle stesse condizioni economiche dell’accordo in essere, proposta che non avrebbe portato a un’intesa.
Le parti avevano, quindi, iniziato a lavorare sulla possibilità di una risoluzione anticipata.
Quella prospettiva si è trasformata nella separazione ufficiale, concordata tra il club e il dirigente con un anno di anticipo rispetto alla scadenza contrattuale.
Si chiude così un rapporto cominciato quando Ausilio operava ancora nel settore giovanile.
Ventotto anni dentro l’Inter
La carriera nerazzurra di Ausilio ha attraversato quasi tre decenni e differenti fasi societarie.
Ha iniziato lavorando nel vivaio e ha ricoperto nel tempo incarichi da segretario, responsabile organizzativo e direttore del settore giovanile.
Nel dicembre 2010 si è avvicinato stabilmente alla Prima Squadra.
Nel febbraio 2014 è arrivata la nomina a direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica, dopo un percorso professionale sviluppato anche accanto a Marco Branca.
Da quel momento Ausilio ha seguito direttamente la costruzione delle diverse versioni dell’Inter, attraversando cambiamenti dirigenziali e tre differenti proprietà.
Nove trofei e tre finali europee
Il bilancio sportivo degli anni trascorsi nell’area tecnica comprende 3 Scudetti, 3 Coppe Italia e 3 Supercoppe italiane.
A questi risultati si aggiungono tre finali europee.
L’Inter ne ha disputate due di Champions League e una di Europa League.
Ausilio ha quindi accompagnato il club dalla fase di ricostruzione successiva agli anni del Triplete fino al ritorno stabile ai vertici italiani e alle finali continentali.
Tra i successi ricordati dallo stesso dirigente figura anche la conquista della Seconda Stella.
Lautaro, Barella, Bastoni e Thuram tra le operazioni più riconoscibili
Una parte consistente del lavoro di Ausilio resta legata al mercato.
Tra i giocatori arrivati all’Inter durante la sua gestione figurano Lautaro Martinez, Nicolò Barella, Alessandro Bastoni e Marcus Thuram.
Sono operazioni diventate particolarmente riconoscibili nella costruzione della squadra degli ultimi anni.
Il dirigente ha operato in più fasi con disponibilità finanziarie differenti, compresi periodi nei quali l’Inter aveva risorse inferiori rispetto ad altri grandi club.
Il lavoro dell’area sportiva ha dovuto quindi combinare necessità tecniche e sostenibilità economica, mentre la società attraversava trasformazioni nella proprietà e nella propria struttura finanziaria.
Ausilio saluta: “Una seconda pelle”
Nel giorno dell’addio, Ausilio ha affidato al sito dell’Inter una lettera rivolta al club.
“Dopo 28 anni indimenticabili, è arrivato il momento più difficile: salutare quella che per me non è mai stata una semplice squadra, ma una seconda pelle”.
Il dirigente ha proseguito: “In quasi tre decenni ho dato all’Inter ogni singolo secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito. L’Inter è nel mio sangue, è l’aria che ho respirato ogni giorno”.
Ausilio ha ringraziato i tifosi, definiti “anima pulsante di questa maglia”, i dirigenti “che negli anni mi hanno dato fiducia”, oltre agli allenatori e ai calciatori con i quali ha condiviso il proprio percorso.
La lettera richiama anche i trofei conquistati e la Seconda Stella nerazzurra.
La chiusura è affidata a un altro passaggio personale: “Lascio questo ruolo, ma non potrò mai staccarmi da questi colori. Oggi non si chiude solo un capitolo professionale: si separa un pezzo della mia anima da ciò che ho amato di più”.
Marotta saluta Ausilio
Giuseppe Marotta, Presidente e CEO dell’Inter, ha ringraziato il dirigente a nome della società.
“Desidero ringraziare Piero a nome di tutto il club, della Proprietà e di ogni singolo dipendente della grande famiglia nerazzurra. Mi uniscono a lui momenti di gioia, di vittorie, di lavoro intenso e di tanta passione”.
Dario Baccin diventa Chief Sport Officer
Da oggi Dario Baccin ricopre il ruolo di Chief Sport Officer.
Il dirigente opera già a stretto contatto con la Prima Squadra e con l’Area Tecnica e viene quindi promosso all’interno della struttura esistente.
Marotta ha spiegato così la scelta: “Dario conosce bene il Club ed è oggi pronto ad assumere questo nuovo ruolo che la Proprietà ed io abbiamo pensato per lui. Si tratta di una scelta innovativa, pur nel segno di una continuità gestionale”.
Il Presidente e CEO ha poi richiamato il lavoro svolto da Baccin negli ultimi anni: “Dario da molti anni è parte fondamentale dell’area tecnica ed è il manager che ha lavorato alla creazione dell’Under 23 in stretto collegamento con la Prima Squadra in un’ottica di sviluppo progressivo e sostenibile del club”.
La successione avviene quindi senza l’ingresso immediato di una figura esterna.
La nuova struttura parte dalla continuità interna
La promozione di Baccin indica la scelta del club di mantenere continuità all’interno dell’area sportiva dopo la separazione da un dirigente presente da 28 anni.
Il nuovo Chief Sport Officer conosce già i processi della Prima Squadra e ha lavorato al progetto dell’Under 23, sviluppato in collegamento con l’area tecnica.
Per l’Inter si apre, unque, una nuova fase organizzativa dopo una delle separazioni più rilevanti nella propria struttura dirigenziale recente.
Ausilio lascia dopo aver attraversato il settore giovanile, la segreteria, l’organizzazione e infine la direzione sportiva della Prima Squadra.
Baccin assume da oggi la responsabilità indicata dal club per guidare il nuovo assetto.
