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Ieri sera a Rimini si è aperta ufficialmente la sessione estiva di calciomercato e Piero Ausilio è salito sul palco con la stessa lucidità con cui gestisce le trattative: niente fumo, niente promesse, molta sostanza. È la serata dei bilanci e dei piani, e il direttore sportivo dell’Inter non si sottrae a nessuna domanda.
Il tema più atteso è ovviamente quello di Palestra. Ausilio lo affronta con ironia disarmante, senza nominare il giocatore: “Ho appena preso un due di picche che neanche alle scuole superiori… quello è un no. Abbiamo fatto quello che dovevamo, ma il nostro massimo è meno della metà di quello che possono fare gli altri. È un bel due di picche che ci portiamo a casa”. Una frase che fa ridere e fa riflettere allo stesso tempo. Perché dietro l’autoironia c’è una verità scomoda che l’Inter, e il calcio italiano tutto, deve imparare ad accettare.
Ausilio è netto sul divario economico con la Premier League: “Ogni anno la forbice si allarga sempre di più. Dobbiamo continuare a fare ciò che siamo riusciti a fare noi club italiani: qualcosa in più dalle idee, recuperando giocatori che magari in Inghilterra non sono stati grandi protagonisti. È l’unico modo: a livello economico oggi non possiamo competere”.
Parole che suonano come una dichiarazione di realtà, non di resa. L’Inter che ha vinto lo scudetto e la Coppa Italia non si è costruita inseguendo le aste dei miliardari inglesi. Si è costruita con Lautaro preso a Buenos Aires mentre era promesso all’Atletico Madrid, “Sono stato tre giorni a Buenos Aires senza dormire. Se si muove un direttore sportivo con un aereo e non prende il giocatore, alla fine fa brutta figura. Era in accordo con un altro club, ma alla fine l’abbiamo preso”, con Sucic scovato in Croazia, con Stankovic ricomprato dal Bruges per valorizzarlo. Non è un caso, è un metodo.
Ausilio fa chiarezza sui nomi che circolano in queste ore con la franchezza che lo contraddistingue.
Su Curtis Jones: “Mai negato l’interesse per questo ragazzo. Ci piace, ha quelle caratteristiche che possono portare qualcosa in più nel nostro centrocampo già forte. Ma c’è una distanza importante tra noi e il Liverpool. Il Liverpool ha tutto il diritto di chiedere quello che ritiene legittimo, noi abbiamo tutto il diritto di dire se ci va bene o meno. Direi che è molto difficile in questo momento”.
Su Nicolò Pisilli: “Stima enorme per questo ragazzo, posso tranquillamente affermare che non c’è interesse per una questione di ruolo. È uno dei giovani migliori, ma stiamo lavorando su altre cose e non sul suo ruolo.”
Su Eduardo Camavinga, la suggestione più affascinante delle ultime ore: “Dobbiamo essere realisti. Non è una strada percorribile.” Fine della storia. Il Real vuole 60 milioni, stessa cifra di Nico Paz e Palestra, entrambe sfumate. Tre colpi da 60 milioni in un’estate non è il modello Oaktree.
Ma per questa tanto discussa fascia destra? Khalaili in pole, ma la lista è lunga.
Il tema centrale resta la sostituzione di Dumfries, partito per il Real Madrid. Ausilio non fa nomi, ma è trasparente sul metodo: “Sarei bugiardo se negassi quello che abbiamo fatto fino a qualche giorno fa: è ripartito tutto un discorso nuovo. Ci sono procedure e valutazioni in corso con i nostri scout e con l’allenatore. Faremo un esterno destro, Dumfries andrà via ed è assodato, ma non ci faremo trovare impreparati”.
Il nome più caldo, confermato anche da Fabrizio Romano e da più fonti belghe, è Anan Khalaili, esterno destro palestinese classe 2004 dell’Union Saint-Gilloise. Ausilio ammette il lavoro fatto nelle scorse settimane su questa pista, sottolineando che Khalaili è uno tra almeno cinque profili monitorati nello stesso ruolo. La concorrenza è agguerrita: Napoli si è mosso per primo, Tottenham e Newcastle ci sono entrati. Il rischio beffa, tema ricorrente di questa estate nerazzurra, è reale.
Gli altri nomi in ballo per la fascia, confermati dal ds, comprendono Valinčić, Dodò, Norton-Cuffy e altri profili in corso di valutazione. Un’asta aperta, insomma.
“Non ci faremo trovare impreparati. Ci sono tanti ragazzi interessanti, non c’è fretta: prenderemo l’esterno giusto”. Ha chiosato così sul tema il buon Ausilio.
Sul fronte difensivo Ausilio è esplicito: “Faremo qualcosa in difesa, anche solo per questione numerica: al ritiro ci presenteremo con un bel difensore. Solet? È tra quelli che stiamo seguendo.” Poi però, stando alle ultime indiscrezioni, il gelo con Solet sembra essersi accentuato: il ds avrebbe ammesso in zona mista che non è sicuro che uno dei due rinforzi difensivi possa essere il francese. Alternative calde: Chalobah, Circati, qualche parametro zero.
Due note finali di segno opposto. La prima è positiva: su Aleksandar Stankovic Ausilio è categorico: “L’abbiamo ricomprato per una cifra importante, è un giocatore su cui abbiamo sempre puntato. Lui e Massolin saranno parte della rosa sicuramente almeno fino a metà agosto”. Il figlio d’arte torna a casa e vuole guadagnarsi il posto.
La seconda è una riflessione sulla scelta di Chivu, che Ausilio rivendica con orgoglio: “Una decisione presa con coraggio da tutta la struttura: dalla proprietà, al presidente Marotta, io e Baccin. Abbiamo pensato subito che con tutte le qualità che aveva Chivu, sia morali che come uomo, era il profilo più adatto per noi. Non c’era da ricostruire nulla a livello tecnico perché la squadra era forte. Andava ricostruita un po’ nel morale”.
Questa serata ci racconta che Ausilio a Rimini ha disegnato un’Inter che non ha vergogna delle proprie limitazioni economiche, ma che non le usa come alibi. Il due di picche di Palestra brucia, Jones è in salita, Camavinga è un sogno inaccessibile, almeno per il momento, visto che ci risulta che da Madrid spingano per una partenza certa del centrocampista francese e siano convinti di poter continuare a chiedere Bastoni come contropartita, ma il ds nerazzurro ha già la testa al piano B e nella storia recente dell’Inter, i piani B di Ausilio hanno prodotto Lautaro, Sucic e Stankovic.
La fascia destra si riempirà. La difesa si rinforzerà. Chivu avrà la rosa per bissare i successi di quest’anno e guardare alla tanto attesa Champions League; non con i miliardi facili della Premier ma con solide idee.
Forza Inter.
