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Francesi Bastonati

Alessandro Bastoni

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C’è una festa, a Saint-Denis, e non è la nostra. Venerdì 2 ottobre, Stade de France, Zinedine Zidane alla prima in casa da ct della Francia. Lo stadio canta Zizou. Uno striscione dice “Bienvenue Chez Toi”. Poi il tabellino: Francia 1, Italia 1. Il gol che spegne la serata porta un cognome nerazzurro.

Alessandro Bastoni.

Non è una goleada. Non è nemmeno un punto racimolato nel recupero e rivenduto, il giorno dopo, come impresa. È un pareggio di Nations League, terza giornata del girone 1 di Lega A, calcio d’inizio alle 20.45, 77.118 persone dentro.

Primo tempo 0-0. Al 55′ passa Michael Olise. Al 68′ risponde Bastoni. All’85′ Dayot Upamecano prende il secondo giallo, fallo su Moise Kean, e la Francia chiude in dieci. Il punto resta diviso. La festa no.

Olise segna, Bastoni risponde tredici minuti dopo

Al 55’ la Francia passa. Rayan Cherki tocca la punizione per Michael Olise, che calcia da fuori e trova il vantaggio. Il pallone finisce alle spalle di Donnarumma e lo Stade de France può finalmente liberare l’urlo che aspettava.

Dura tredici minuti.

Al 68’ Lucas Da Cunha sbaglia l’impostazione sulla trequarti. Bastoni legge tutto prima degli altri, gli porta via il pallone e vede Mike Maignan fuori posizione. Non cerca un compagno, non perde un tempo di gioco: sinistro basso dal limite, palla dentro accanto al palo destro.

Uno a uno. Alessandro Bastoni.

È il primo gol incassato dalla Francia di Zidane. Ed è il secondo consecutivo in azzurro per il difensore dell’Inter, dopo quello segnato alla Turchia.

La festa francese si ferma lì. Bastoni recupera da difensore e conclude da attaccante. Freddo. Sinistro. Pareggio.

Bastoni c’è dal primo minuto

Perché Bastoni non entra in partita al 68′. C’è dal primo minuto, al centro della difesa a quattro di Roberto Mancini, accanto a Giorgio Scalvini, con Michael Kayode e Riccardo Calafiori ai lati.

A RaiSport il nostro ragazzo dichiara: «Abbiamo sofferto ma abbiamo rovinato la festa alla Francia. Sono molto orgoglioso per tutti.»

E sul gol: «Sicuramente fa piacere trovare il gol, ma ho pensato solo poi a non prenderne un altro.»

Poi la frase che vale più del voto: «Non mi aspettavo questi due gol, ma non avevo mai perso la fiducia in me stesso.»

Due gol azzurri di fila: questo e quello alla Turchia. Sky legge nella rete anche la chiusura di un conto, l’espulsione in Bosnia. Non è un fuoco d’artificio. È continuità.

La Francia tiene il pallone, l’Italia trova il pareggio

I numeri di squadra stanno dalla parte di chi vuole un’Italia assediata. Possesso 64,6 per cento a 35,4. Tiri 18 a 14. Nello specchio 8 a 2. Passaggi 726 a 391. Parate di Gianluigi Donnarumma: sette.

La Francia ha avuto il pallone, il territorio, Camavinga nei minuti di recupero. L’Italia ha mandato due palloni in porta. Uno l’ha preso Maignan. L’altro è il pareggio. Non è dominio. È efficacia.

Zidane riassume senza diplomazia: «Come è andata? Male.»

Volevano vincere. Non hanno vinto.

Mancini, agli stessi microfoni: «Abbiamo fatto tutto da squadra, una serata molto positiva.»

Il ct azzurro è alla terza partita di questo ritorno. Aveva perso 2-0 in casa con il Belgio e vinto 4-1 a Bursa, in Turchia. A Saint-Denis, rispetto a quella vittoria, cambia due uomini: Kean per l’infortunato Raspadori, Calafiori per Ruggeri.

Il 4-3-3 è Donnarumma; Kayode, Scalvini, Bastoni, Calafiori; Davide Frattesi, Sandro Tonali, Nicolò Fagioli; Kean, Pio Esposito, Sebastiano Esposito.

Di nostro, all’inizio, in campo ce ne sono due. Poi tre. Il quarto nerazzurro della serata la maglia non la suda.

Pio Esposito tiene un’ora contro la difesa francese

Poi gli altri nerazzurri.

Pio Esposito. Titolare, sessantadue minuti, poi dentro Antonio Vergara, all’esordio. La Gazzetta, intorno al 40′, lo vede servito in area da Frattesi e anticipato: corner.

Noi gli diamo un bel 6 in pagella: sponde e tenuta del possesso, in una partita con il baricentro basso, con Dayot Upamecano e Jeremy Jacquet che non gli regalano il corpo.

Sky, stesso voto, lo chiama lottatore e scrive che non trova l’occasione per tirare. La pagella CM scende a 5: fatica contro i centrali, un appoggio per Frattesi in chiusura di primo tempo, poi il cambio, letto lì come difficoltà e stanchezza.

Non è la sera in cui si misura un attaccante del vivaio. È la sera in cui ha tenuto un’ora contro quella difesa. Il gol nasce dopo, con lui già seduto. Il tabellino, per una volta, non gli doveva niente. Gli doveva i minuti. Glieli ha dati.

Barella entra e sfiora il 2-1

Nicolò Barella. Parte in panchina. Football Italia lo segnala a sorpresa tra i non titolari. Al 62′ entra al posto di Tonali e la mezz’ora che gioca è quella in cui l’Italia smette di subire soltanto.

Sky gli dà 6,5: entusiasmo, qualità, con Vergara prova il sorpasso. FC Inter News si ferma a 6 e lo mette sul centro-sinistra, a dare una mano a Calafiori su Olise. La CM è più dura, 5,5, e gli addebita la conclusione alta.

Quella, almeno, è un fatto. All’88′ la BBC registra un destro dal centro dell’area, troppo alto. La Gazzetta: cross di Vergara, conclusione alzata, Italia vicinissima al vantaggio.

C’era lo spazio del 2-1. Non c’è stato il 2-1. Barella non esce umiliato dalla panchina. Esce con un pallone che chiedeva il piatto e ha trovato il cielo. L’ingresso resta. Il rimpianto anche. Nessuno dei due cancella l’altro.

Diouf resta in panchina con la Francia

Andy Diouf. L’altro nerazzurro sta dall’altra parte, in panchina con la Francia. Numero 13, tra i sostituti di Zidane.

Il sito dell’Inter non gira intorno alla frase: è rimasto in panchina. FC Inter News: nessun minuto. Nella distinta della BBC, accanto al suo nome, non c’è un cambio.

Non è una bocciatura da romanzare e non è una presenza da gonfiare. È il quarto interista della sfida e l’unico che il tabellino non tocca.

Quando i francesi cercano un’altra scintilla mandano dentro Camavinga e Bradley Barcola, poi Maxence Lacroix per Da Cunha. Diouf resta seduto. Anche questo è un fatto.

Italia terza nel girone, lunedì c’è la Turchia

Il girone, a notte fatta, è scritto. Francia 7, Belgio 6, Italia 4, Turchia 0. Gli azzurri sono terzi: una vittoria, un pareggio, una sconfitta da quando Mancini si è riseduto in panchina.

Lunedì, al Dall’Ara di Bologna, c’è la Turchia di Montella. La Francia ospita il Belgio.

Non è la sera in cui si vince un girone. È la sera in cui si vede se una squadra esiste quando dall’altra parte ci sono Olise, Ousmane Dembélé, Adrien Rabiot e un ct che il pubblico voleva incoronare.

Esiste. Ha sofferto, ha pareggiato, ha firmato con il sinistro di un difensore dell’Inter.

I francesi non sono stati bastonati dal punteggio. Sono stati bastonati da Bastoni.

Forza Bastoni. Forza Inter.

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Scritto da

Carlo Scavone

Interista integralista. Nerazzurro dal 1983. Co-Founder di Piazza Inter.

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