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Bologna-Inter 1-3 con un suntuoso Carlos Augusto migliore in campo. Sotto dopo dieci minuti per un pallone perso da Luis Henrique, rimontata con Thuram, Carlos Augusto e Bonny. Al 68′ entra Diouf e la partita cambia faccia. Senza il Toro, l’Inter risponde presente.
Prima partita senza Lautaro. Tre giorni dopo il 4-3 di Bruges, la peggiore Inter nei primi 45 minuti quest’anno. Il tipo di partita che, se la sbagli, ti porti dietro per un mese.
Non l’abbiamo sbagliata, fortunatamente, e chi è entrato dalla panchina lo ha fatto con la testa giusta. Ma per un’ora abbondante ci siamo andati vicini, e un nome c’entra più degli altri.
Sommario
La cronaca di Bologna-Inter: il primo tempo
Decimo minuto. Luis Henrique perde un brutto pallone sulla destra, Miranda lo pressa e glielo porta via, Pobega si infila centrale e batte Josep Martinez col sinistro. 1-0 Bologna. Al 40′ lo stesso Pobega prende la traversa, dimostrandosi il più attivo dei rossoblù in fase realizzativa. Il 2-0 era possibile, ma al 44′ ci pensa Thuram: cross perfetto di Barella, stacco più alto di tutti, 1-1 da antologia. Prima dell’intervallo Skorupski toglie a Pio un gol già fatto con una parata a mano aperta.
La ripresa: i cambi di Chivu e la rimonta
Nella ripresa, al 58′, Chivu toglie Pio e mette Bonny. Al 68′ il cambio della partita: fuori Luis Henrique e Dimarco, dentro Diouf e Carlos Augusto. Un minuto dopo, al 69′, Diouf apre con un filtrante per Zielinski, palla in mezzo, Carlos Augusto tutto solo: 2-1. All’80’ Bonny la chiude, ma parte in fuorigioco: annullato. Non si scompone. All’83’ Mkhitaryan, appena entrato, allarga di prima con tunnel su Zortea, Carlos Augusto mette sul secondo palo, Bonny la spinge dentro. 1-3 e fine dei giochi. Una vittoria, quindi, ma che apre a riflessioni serie.
Luis Henrique, bocciato dal campo
Lo dico da interista, senza cattiveria: oggi Luis Henrique è stato il problema. Il gol del Bologna nasce da lui. Un tiro centrale al 33′ che Skorupski blocca senza sudare, un destro sbilenco su corner al 6′, qualche pallone poco utile per Pio a inizio ripresa. Troppo poco per uno che, ricordiamo, è stato preso per fare il quinto titolare.
Chivu gli ha dato la maglia proprio per questa partita. La risposta l’ha data il campo, e l’ha data anche la panchina: dal 41′ del primo tempo Diouf era già a scaldarsi forte. Quando l’allenatore ti fa preparare il sostituto prima dell’intervallo, il messaggio è piuttosto chiaro. Al 68′ è arrivato il resto.
Non una condanna a vita, ma una bocciatura di giornata piuttosto sonora che secondo me segnerà la sua permanenza in nerazzurro. Ma il confronto, adesso, ce l’ha in casa.
Andy, il vero quinto che fa la differenza
Ve l’avevo scritto pochi giorni fa: il quinto non era un ruolo, era un problema, e Andy ci aveva messo un nome sopra. Oggi è partito dalla panchina, ed è bastato un minuto per capire perché quella fascia deve essere la sua. Entra al 68′, al 69′ il suo filtrante manda in porta l’azione del 2-1.
Uno sopra, uno sotto. Stessa fascia, stesso pomeriggio. Non serve aggiungere altro.
Bonny e Thuram, la coppia che non fa rimpiangere l’assenza di Lautaro
Qui sta la notizia vera. Il Toro sarà fuori almeno fino alla sosta, e tutti ci chiedevamo chi avrebbe segnato. Risposta: gli altri due.
Thuram, quello a cui chiedevo di smettere di aspettare che fosse qualcun altro a trascinare, ha preso la squadra per mano quando eravamo sotto e rischiavamo il 2-0. Gol di testa, da centravanti vero. Poi un giallo per simulazione al 60′ che potevamo risparmiarci, ma pazienza: gli arbitri sembrano non voler migliorare in Italia a livello di soglia dell’attenzione.
E Bonny. Chivu alla vigilia aveva detto: «Per Bonny arriverà la chance da titolare». Oggi è partito dietro, ma ha giocato come chi quella chance la pretende. Al 75′ crea l’occasione che Sucic spreca colpendo il palo a porta vuota. All’80’ segna e glielo annullano. Un altro avrebbe abbassato la testa. Lui, tre minuti dopo, di nuovo sul secondo palo, al posto giusto, e la mette dentro. Questa si chiama personalità e dimostra che è stato un grande acquisto.
Non è stata l’Inter del Toro. È stata l’Inter di una squadra, di un gruppo coeso. Bello dirlo. Ancora più bello vederlo.
Classifica e calendario: 19 punti, poi Shakhtar e derby
Con questa vittoria l’Inter sale a 19 punti dopo sette giornate. Sky ricorda che era successo solo tre volte nell’era dei tre punti: Simoni nel 1997/98, Cuper nel 2002/03, Spalletti nel 2017/18. E che in nessuno di quei tre casi è arrivato lo Scudetto. Statistica da prendere con le pinze e da smentire. Nel frattempo il Napoli ha perso a Venezia.
Adesso lo Shakhtar il 21, in Champions, dove dopo Bruges non si può più sbagliare, invertendo la rotta e modificando quello 0 in classifica. Poi Fiorentina, Venezia e il derby del 31 che sarà una partita decisiva di sicuro.
Lautaro tornerà. Nel frattempo, Bonny ha bussato e al Dall’Ara la porta l’ha sfondata.
Forza Inter.
Foto: Inter su X.
