Arbitri Serie A 2026/27, ecco chi arriva e chi saluta: cinque nuovi fischietti e la casella designatore ancora aperta

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Al termine di un Comitato Nazionale andato avanti fino a sera inoltrata, l’Associazione Italiana Arbitri ha ufficializzato gli organici per la stagione 2026/27. La classica lista di promossi e dismessi, insomma, che ogni estate rimescola il mazzo dei fischietti che vedremo in campo.
Era circolata l’ipotesi di “congelare” le dismissioni, vista la stagione arbitrale a dir poco travagliata e il rischio di ricorsi legato a una questione interpretativa sul calcolo dell’anzianità di servizio. Ipotesi però sgradita alla Figc e alla fine tramontata: si è deciso di procedere normalmente.
Chi saluta la Serie A
Sono cinque gli arbitri dismessi. Rosario Abisso (sezione di Palermo), Marco Piccinini (Forlì) e Ivano Pezzuto (Lecce) lasciano per “limiti di permanenza nel ruolo”. A loro si aggiungono Federico Dionisi e Luca Massimi, dismessi invece per “motivate valutazioni tecniche”.
I cinque volti nuovi
Al posto dei partenti, l’AIA ha promosso dalla Can C cinque giovani fischietti: Marco Di Loreto della sezione di Terni, Mattia Drigo di Portogruaro, Dario Madonia di Palermo, Edoardo Manedo Mazzoni di Prato e Alberto Poli di Verona. Facce fresche che l’Inter e le altre big incroceranno a partire da agosto. L’organico complessivo per il 2026/27 resta così composto da 42 arbitri.
La casella più pesante è ancora vuota
Il capitolo più delicato, però, riguarda la guida della classe arbitrale. Dopo l’autosospensione di Gianluca Rocchi, arrivata a seguito dell’inchiesta della Procura milanese di cui da oltre un mese non si hanno più notizie, la poltrona di designatore della Serie A è rimasta scoperta. E il nome in pole position è quello di Daniele Orsato, oggi designatore della Serie C.
La conferma è attesa per martedì prossimo, quando è prevista la nomina dei cosiddetti Organi Tecnici. Sarà anche il primo atto formale del neo Direttore Tecnico Domenico Messina, chiamato a indicare i nomi al Comitato Nazionale AIA. Una stagione che, ricordiamolo, si è chiusa senza presidente (lo squalificato Zappi) e senza designatore: ripartire con chiarezza, per una volta, non sarebbe male. Per tutti.
