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Stones a Dazn: “Volevo una nuova sfida, l’Inter era la scelta perfetta”

John Stones

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Dieci anni al Manchester City, poi la scelta di andarsene a parametro zero e di ricominciare a Milano. John Stones ha spiegato ai microfoni di Dazn perché ha detto sì all’Inter, e nelle sue parole c’è tutto quello che un tifoso nerazzurro vuole sentirsi dire da un difensore appena arrivato.

“Volevo una nuova sfida e sentivo che era la scelta perfetta. Un club di livello mondiale, con una storia incredibile, con giocatori incredibili. Ovviamente ho giocato contro alcuni miei compagni di squadra alcune volte e sono stato convinto fin dall’inizio. Sabato è stato un giorno speciale per me e per la mia famiglia, sono davvero grato per l’accoglienza che ho ricevuto dai tifosi, l’ho adorato”.

Il riferimento è all’esordio con la maglia interista nella prima giornata di campionato col Monza.

Il difensore che ha lasciato la Premier senza cartellino

Il dato di partenza spiega da solo la portata dell’operazione. Un difensore con dieci anni di Manchester City alle spalle è arrivato in Serie A senza che l’Inter abbia versato un euro di cartellino.

Non capita spesso che un profilo del genere si liberi a scadenza e scelga l’Italia. Stones aveva mercato ovunque e ha scelto Appiano Gentile.

Nell’intervista non c’è una parola sui motivi economici. C’è invece un riferimento ai compagni affrontati da avversario, quelli che a suo dire lo hanno convinto fin dall’inizio.

Cosa porta al calcio italiano

Alla domanda su cosa possa dare alla Serie A, l’inglese ha risposto partendo da una premessa quasi imbarazzata.

“Penso che tutti, io soprattutto, a volte facciano fatica a parlare di sé ma ho tanta esperienza e ho giocato in molte partite importanti. Spero di venire qui e dare tutto per i miei compagni, il club e la mia maglia, è quello che ho fatto sempre. E sì, voglio più titoli e avere quella mentalità vincente che la squadra ha già dimostrato di avere”.

Quel “voglio più titoli” è la frase su cui vale la pena fermarsi. Non è la formula di rito di chi arriva e promette impegno: è un giocatore che ha vinto molto e che dichiara di non volersi fermare.

L’impatto con la Serie A

Sul confronto fra i due campionati Stones si è tenuto sulle cautele di chi è arrivato da poco.

“A volte il ritmo è diverso, le tattiche sono diverse, non l’ho ancora sentita la differenza. Ho cercato di assorbire tutto, la cultura, come i ragazzi si allenano qui, come vogliamo giocare e imparare nuove cose. Credo molto che bisogna evolversi e continuare a imparare e io sto cercando di farlo”.

Dieci anni con Guardiola

Il passaggio più lungo è quello dedicato all’allenatore che lo ha avuto per un decennio.

“La prima cosa che ho notato quando sono arrivato al City e ho lavorato con lui è che pensavo di conoscere il calcio e ho capito subito che in realtà non lo capivo affatto, per la sua intelligenza e il modo di vedere il gioco, quello che vuole da noi, è un genio assoluto del calcio. Sono stato molto fortunato a giocare per lui per dieci anni. Ogni allenatore è diverso ed è irrispettoso paragonare un allenatore con un altro, perché ognuno ha la propria filosofia. Come giocatori dobbiamo accettare ciò che l’allenatore vuole ed essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda, è così che si arriva alla vittoria”.

La seconda parte è quella che interessa di più dalle parti di Milano. Stones si rifiuta di mettere a confronto Pep Guardiola con chi lo allena adesso, e chiude sul concetto di adattamento: accettare ciò che l’allenatore chiede e stare tutti sulla stessa lunghezza d’onda.

Per un difensore che deve entrare in un meccanismo già rodato, è esattamente la dichiarazione di intenti giusta.

Dalla difesa a quattro a quella a tre

L’ultimo tema è quello tattico, ed è il più delicato. Stones arriva da un calcio in cui ha giocato prevalentemente in linea a quattro, spesso adattato anche a centrocampo. Qui trova un altro sistema.

“Ho giocato in tanti ruoli durante la mia carriera e questo è un bene. Con una difesa a tre ti puoi adattare a giocare in posizioni diverse, sono entusiasta di approfondire una difesa a 5, avendoci ovviamente già giocato alcune volte. Sarà il nostro sistema di gioco, è un’opportunità di apprendimento per me, sono entusiasta di giocare in quei ruoli”.

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Scritto da

Redazione

Redazione Piazza Inter. La testata digitale dei tifosi nerazzurri. Informazione, passione, mercato.

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