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L’Inter piange la scomparsa di Beniamino “Gegè” Di Giacomo, ex attaccante della Grande Inter di Helenio Herrera, morto ieri, 7 luglio, nella casa di cura Villa dei Piani, a Civitanova Marche. Il club nerazzurro ha diffuso una nota ufficiale di cordoglio, ricordando i trionfi vissuti da protagonista negli anni Sessanta.
“Tutto il mondo Inter si unisce al cordoglio per la scomparsa di Beniamino Di Giacomo e, nel ricordarlo, abbraccia i suoi familiari”. Così la società nerazzurra nella nota diffusa ieri, a proposito dell’ex attaccante.
Chi era Beniamino Di Giacomo, una vita nel calcio marchigiano
Di Giacomo, scomparso all’età di 91 anni, era malato da tempo. Si è spento nella casa di cura Villa dei Piani, a Civitanova Marche, una delle figure storiche del calcio marchigiano. Nato a Porto Recanati il 13 novembre 1935, aveva iniziato la carriera in Serie D. Nel 1957 passò al Napoli di Achille Lauro: fu proprio lì che si guadagnò il soprannome “Gegè”, come Gegè Munari, uno dei jazzisti più illustri della scuola napoletana dell’epoca.
Dopo quattro stagioni in maglia azzurra, Di Giacomo si trasferì al Lecco. L’anno seguente passò al Torino, ma vi restò solo fino a novembre: Helenio Herrera lo volle subito all’Inter.
L’arrivo all’Inter e i trionfi della Grande Inter di Herrera
Arrivato in nerazzurro nel 1962, Di Giacomo visse i primi trionfi della Grande Inter di Helenio Herrera da protagonista. Nella sua prima stagione segnò 11 gol nel campionato vinto dai nerazzurri, lo scudetto 1962-63.
Nel 1963/64 arrivò la Coppa dei Campioni, la prima della storia dell’Inter. Di Giacomo scese in campo in tre partite del percorso europeo: due contro l’Everton e una contro il Monaco, giocata a San Siro.
Dopo due stagioni in nerazzurro, con un bilancio complessivo di 37 presenze e 13 gol tra campionato e coppa, Di Giacomo lasciò l’Inter per trasferirsi al Mantova. La sua carriera da calciatore proseguì fino al 1973, prima di intraprendere la strada da allenatore.
Un ricordo che unisce il mondo nerazzurro
Il club lombardo ha voluto ricordare così la figura di Di Giacomo, sottolineando la generosità e la grinta che lo contraddistinguevano in campo: “Beniamino Di Giacomo è stato un attaccante generoso e dotato di grande grinta”. La nota ufficiale ripercorre per intero la sua stagione in maglia nerazzurra, dall’arrivo nel 1962 fino al trasferimento al Mantova.
Il peso di quella Coppa dei Campioni nella storia nerazzurra
La Coppa dei Campioni conquistata nel 1963/64 non è un trofeo qualunque nella bacheca dell’Inter: è il primo titolo europeo della storia del club. Di Giacomo ne fu parte attiva, scendendo in campo in tre delle partite che portarono i nerazzurri sul tetto d’Europa. Un contributo che la nota del club ha voluto sottolineare a distanza di oltre sessant’anni, segno di quanto quella generazione di calciatori resti impressa nella memoria nerazzurra.
Anche la stagione dello scudetto, la 1962-63, porta la firma di Di Giacomo: undici reti in campionato, arrivate nell’anno in cui l’Inter tornò a vincere il titolo con Helenio Herrera in panchina. Un bottino che, unito alle presenze in Coppa dei Campioni, restituisce l’immagine di un attaccante utilizzato con continuità nei due anni più intensi della prima Grande Inter.
