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“Nessuno è abbastanza forte da farcela da solo, né abbastanza debole da non poter aiutare”.
Almafuerte, motto della Fondazione PUPI
Una ricorrenza speciale, per un’associazione che da 25 anni aiuta i più deboli a superare le difficoltà della vita di una città come Buenos Aires che, per una sera, idealmente si sposta in Italia e sceglie Napoli come teatro di questa manifestazione unica.
Cinque anni orsono, ho personalmente avuto la fortuna di essere il prescelto mattatore di una serata fatta di ricordi, risate ma soprattutto solidarietà per celebrare il ventennale di una fondazione unica nel suo genere che, dal palcoscenico di Dubai, trovava tanta gente pronta ad aiutare concretamente il progetto della Fondazione PUPI, che quest’anno invece da Napoli si prepara a un’altra serata magica come quella che si vivrà nel capoluogo campano a fine settembre.
Questa ricorrenza non è solo un gala benefico, ma è la prova che il calcio può essere qualcosa di più di novanta minuti e classifica.
Javier Zanetti ed il suo gruppo lo sanno da 25 anni. E il 26 settembre lo diranno a Napoli, davanti a tutta l’Italia.
Quando nel 2001 Javier Zanetti e sua moglie Paula de la Fuente fondarono la Fondazione P.U.P.I. scelsero il nome dell’associazione — acronimo di Por Un Piberío Integrado, “Per un’infanzia integrata” — la scelta non era soltanto un omaggio al soprannome calcistico del capitano, era un programma con un impegno preciso: che nessun bambino nelle periferie di Buenos Aires dovesse restare indietro per mancanza di risorse, di cure, di futuro.
Venticinque anni dopo, quella fondazione ha radici profonde. Ha sede a Remedios de Escalada, provincia di Buenos Aires, dove gestisce un Centro di assistenza per l’infanzia e il Centro culturale comunitario “Madre Teresa di Calcutta”. Sostiene regolarmente oltre 1.200 famiglie. Ha costruito un programma sportivo — “Lo Sport ci rende uguali” — attivo dal 2002, che usa il gioco come leva per l’integrazione e la scolarizzazione dei ragazzi più vulnerabili.
Per celebrare i 25 anni, Zanetti ha scelto Napoli che è senza ombra di dubbio la città più simile a Buenos Aires che c’è in Italia. La scelta quindi non è casuale. Napoli è la città italiana che più di ogni altra condivide con l’Argentina uno spirito, una passione, un rapporto viscerale con il calcio come rito collettivo. Il legame è storia: passa per Diego Armando Maradona, che qui è ancora un santo laico, ed arriva fino al Pocho Lavezzi, grande ospite attesissimo che torna nella città partenopea. Nel programma della serata, Federico Buffa renderà omaggio al Pibe de Oro alla presenza della moglie Claudia e delle figlie e chi conosce questo straordinario giornalista sa che sarà uno tra i momenti più toccanti della serata.
La manifestazione si chiama “Una Serata di Stelle per PUPI” e si terrà il 26 settembre 2026 in Piazza del Plebiscito, nel cuore di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026. Il Comune è co-organizzatore. Sul palco si alterneranno Max Pezzali, Elisa, LDA, Aka 7even, Lola Ponce e Gli Autogol. In campo, accanto a Zanetti, ci saranno il Pocho Lavezzi, il Tanque Denis, il Pampa Sosa, Ciro Ferrara. Storie di calcio e Argentina intrecciate come sempre. E ci saremo anche noi di Piazzainter.it che cercheremo di raccontarvi i retroscena di questo evento unico.
Il ricavato della serata non andrà solo ai progetti argentini. Parte dei fondi raccolti è destinata ad associazioni attive a Scampia, nei Quartieri Spagnoli e nei Municipi 6 e 7 di Napoli, selezionate dalla Fondazione tra chi usa lo sport come strumento educativo e di inclusione. È la filosofia di Zanetti declinata in chiave partenopea: il campo da calcio come alternativa, come orizzonte possibile, come luogo dove si impara a stare con gli altri.
Per noi interisti, la Fondazione PUPI è parte integrante dell’identità nerazzurra. Zanetti non era solo il capitano in campo ma era, è e sarà il capitano della vita e il 26 settembre, quando Piazza del Plebiscito si illuminerà, un po’ di Milano nerazzurra sarà lì con lui.
Buon compleanno, Fondazione PUPI ed un grazie infinito a Javier, Paula che assieme a Mara Sapia e allo staff che coordina il gruppo di lavoro, hanno fatto e continuano a fare cose straordinarie per i bambini argentini e di tutto il mondo.
