Serie A, la sensazione di un campionato spaccato in due: perché gli scontri diretti conteranno più dell’anno scorso

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In attesa di Napoli-Como e di Cagliari-Inter può sembrare presto per dirlo. Eppure la sensazione c’è, e vale la pena metterla per iscritto adesso, prima che i risultati la confermino o la smentiscano.
Questo campionato di Serie A rischia di distinguersi per una spaccatura netta. Da una parte cinque squadre, forse sei. Dall’altra tutte le altre.
Cinque, forse sei
Il gruppo di testa è quello che tutti hanno in mente. Inter, Milan, Juventus, Napoli, Roma.
Poi c’è il Como, che è il punto interrogativo di questa lettura. Se confermerà quello che ha mostrato, il gruppo diventa di sei. Altrimenti resta di cinque.
La differenza fra queste squadre e il resto della Serie A appare notevole. Non è una constatazione di superiorità morale, è una lettura delle rose e degli organici messi insieme durante l’estate.
Cosa cambia rispetto allo scorso campionato
Qui sta il punto che riguarda l’Inter da vicino.
L’anno scorso i nerazzurri hanno vinto il campionato con ampio margine, pur senza avere fatto il pieno negli scontri diretti. Il titolo è arrivato lo stesso, perché il vantaggio si è costruito altrove.
Quest’anno lo stesso meccanismo potrebbe non funzionare.
Se la spaccatura è reale, e se tutte le grandi faranno bottino contro le squadre considerate minori, allora il campionato si deciderà su quei sei o dieci incroci fra le prime della classe. Sarebbe l’esatto contrario della dinamica della scorsa stagione.
Il rischio di questa lettura
C’è una cautela da mettere subito accanto alla tesi ed è la cautela di chi la Serie A la guarda da anni.
Questo campionato resta difficile e imprevedibile proprio quando si incontrano le cosiddette ‘piccole’. Nessuna scende in campo per perdere, e il calendario italiano è pieno di stagioni in cui una grande ha lasciato punti dove nessuno se lo aspettava.
Le virgolette attorno alla parola piccole non sono un vezzo. Sono il modo di dire che quella categoria, in Serie A, non ha mai funzionato come previsione.
Perché per l’Inter cambia poco e cambia tutto
Da questa lettura discende una conseguenza operativa, e riguarda l’atteggiamento.
Se ogni punto lasciato per strada contro una squadra di seconda fascia diventa un punto che poi va recuperato in uno scontro diretto, l’unica strada è scendere in campo ovunque con l’obiettivo dei tre punti. Senza gestione, senza calcoli sul calendario, senza risparmiare energie in vista della partita successiva.
È esattamente quello che non c’è bisogno di spiegare a Cristian Chivu, che di questa mentalità ha fatto il proprio riferimento fin dal primo giorno. Ma è il metro con cui, se la sensazione si rivelerà fondata, andrà letta ogni singola trasferta di questa stagione.
La verifica comincia stasera
La tesi si misura sul campo, e comincia a misurarsi in queste ore.
Napoli-Como dirà qualcosa sul sesto posto in quel gruppo. Cagliari-Inter dirà qualcosa su come le prime della classe si comportano fuori casa contro chi non è nel gruppo.
Non basteranno novanta minuti a stabilire se il campionato sarà davvero spaccato in due. Ma è da serate come questa che una sensazione diventa un dato, oppure resta una sensazione.
