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Il mercato dell’Inter si chiude l’1 settembre alle 20. Otto giorni e in viale della Liberazione l’aria è quella della calma apparente. Perché due cessioni sono da fare e un ultimo acquisto non è affatto escluso. Ma il nome, ammesso che arrivi, potrebbe non essere nessuno di quelli che state leggendo in questi giorni.
I tre filtri che deve superare
La frase di Marotta prima dell’esordio in campionato resta il riferimento. “Siamo attenti a cogliere eventuali opportunità”, ha detto il presidente.
Dietro quelle parole il dirigente ha lasciato intendere due condizioni. L’occasione deve essere economicamente sostenibile e deve risultare in linea con il progetto tecnico.
Ma c’è un terzo filtro, ed è quello meno prevedibile. Il profilo ideale dovrà essere adatto a 360 gradi, non soltanto sul piano tattico.
Il precedente Curtis Jones
Il criterio che si è aggiunto riguarda la testa del giocatore.
Anche le motivazioni avranno un peso nella scelta. Lo dimostra proprio il caso di Curtis Jones, che aveva manifestato il desiderio di trasferirsi a Milano.
Non basta, quindi, che un attaccante sia forte e che costi il giusto. Deve volere l’Inter.
Perché è difficile fare nomi
Ed è per questo che al momento indicare nomi affidabili risulta complicato.
L’attenzione della dirigenza resta rivolta soprattutto alla Premier League, terreno già esplorato in questa sessione di mercato.
Federico Chiesa, Gabriel Jesus e Martinelli sono stati accostati ai nerazzurri. Ma le ipotesi in circolazione sono numerose e non è escluso che nella testa dei dirigenti ci sia un vero e proprio mister X.
Cosa chiede Chivu
Sul piano del campo l’indicazione dell’allenatore è chiara e non nasce oggi.
Chivu da tempo chiede un giocatore offensivo capace di cambiare ritmo. Deve offrire caratteristiche differenti rispetto a quelle già presenti in rosa.
È la richiesta che restringe il campo più di qualsiasi valutazione economica.
Le due uscite da chiudere
Prima di guardare a chi entra, però, la dirigenza deve sistemare chi esce.
Il primo obiettivo di Marotta e Ausilio entro l’1 settembre riguarda Kristjan Asllani e Yanis Massolin. Sono gli ultimi due giocatori considerati fuori dal progetto 2026/27 di Chivu.
Per l’albanese il discorso con il Monza si è raffreddato. Per il francese la pista resta, invece, aperta.
Massolin ha in testa un obiettivo preciso: trovare maggiore spazio, ma senza scendere di categoria. È il vincolo che riduce le destinazioni possibili.
Luis Henrique, l’uscita che vale un’entrata
Il caso del brasiliano è diverso dagli altri due, e va seguito con attenzione.
Luis Henrique è ormai lontano dai radar della Roma. Qualche estimatore in Inghilterra resta, ma la permanenza a Milano è uno scenario possibile.
Chivu lo ha lanciato contro il Monza e quella scelta dice qualcosa. L’allenatore lo considera una risorsa.
Il brasiliano partirebbe soltanto davanti a un trasferimento definitivo o a un prestito con obbligo di riscatto. Niente formule intermedie.
Ed è proprio questo lo scenario che potrebbe aprire la strada a un ultimo investimento in entrata.
