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Chiusi i sedicesimi di finale, il bilancio interista è amaro: tre eliminati su sette, uno invisibile, uno in dubbio per infortunio. Soltanto il capitano dell’Argentina e il muro svizzero tengono alta la bandiera nerazzurra.
Si sono chiusi i sedicesimi di finale del Mondiale 2026. Era partita con sette nerazzurri in campo tra Stati Uniti, Canada e Messico. Adesso siamo a due. Due certi, uno in bilico per infortunio, quattro già a casa. Un bilancio che fa riflettere, con qualche rimpianto e qualche conferma. Facciamo il punto, uno per uno, su quello che ci hanno lasciato i sedicesimi.
LAUTARO MARTINEZ (Argentina)
Sedicesimi: Argentina-Capo Verde 3-2 d.t.s. | Minuti giocati: 63 | Voto: 5,5
La maledizione mondiale del Toro non si è ancora dissolta del tutto. Dopo il gol liberatorio su rigore contro la Giordania nel girone, Lautaro si aspettava una partita da protagonista contro Capo Verde. È invece arrivata una serata complicata, silenziosa, frustrante. Prestazione in ombra per il capitano nerazzurro, che trova pochi spazi tra le maglie capoverdiane ed esce al 63′ cedendo il posto a Julian Alvarez.
Una partita complicatissima per la Selección, messa in grande difficoltà dalla fisicità e dall’organizzazione capoverdiana. L’Argentina si è salvata al minuto 111 grazie a un colpo di testa di Romero su corner, dopo essere andata sotto due volte. Messi ancora una volta il trascinatore, con il suo ventesimo gol in un Mondiale. Lautaro, intanto, guarda dagli spogliatoi.
Servono 120 minuti all’Argentina per superare Capo Verde nei sedicesimi di finale, ma l’Albiceleste di Lautaro Martinez va avanti nella sua difesa al titolo di Campione del Mondo. Agli ottavi ci sarà l’Egitto. Scaloni dovrà scegliere: titolare Lautaro o Julian Alvarez? Il ballottaggio è aperto. Il capitano nerazzurro sa che è il momento di rispondere sul campo.
MANUEL AKANJI (Svizzera)
Sedicesimi: Svizzera-Algeria 2-0 | Minuti giocati: 90 | Voto: 7,5
Nel panorama nerazzurro al Mondiale, Akanji è la roccia. Sempre. In ogni partita, in ogni fase, in ogni girone. Anche contro l’Algeria, la Svizzera ha dominato con autorità e il difensore nerazzurro ha fatto la sua parte con la solita affidabilità silenziosa. La Svizzera di Akanji, in campo per tutta la partita, supera 2-0 l’Algeria grazie ai gol di Embolo al 10′ e Ndoye al 46′.
Agli ottavi la Svizzera sfiderà la Colombia. Akanji si avvicina intanto a un traguardo personale importante: con la prossima gara raggiungerà le 100 presenze in nazionale, un traguardo che pochi difensori elvetici hanno mai raggiunto. Al Mondiale ha giocato tutti i 450 minuti disputati dalla Svizzera senza sbavature. Il nerazzurro più affidabile del torneo, senza discussioni.
MARCUS THURAM (Francia)
Sedicesimi: Francia-Paraguay 1-0 | Minuti giocati: 0 | Voto: N/D
Il mistero si approfondisce. Per Thuram niente ottavi: salta il Paraguay. La Francia ha vinto 1-0 con un rigore di Mbappé al 70′, avanzando ai quarti. L’attaccante nerazzurro era assente anche dall’allenamento post Francia-Svezia per un affaticamento muscolare. Deschamps ha rassicurato: il problema non è grave e il giocatore dovrebbe recuperare per i quarti. Ma intanto Thuram al Mondiale ha giocato meno di venti minuti totali in cinque partite. Un Mondiale da fantasma, sia per infortuni che per scelte tecniche.
La domanda è lecita: se Thuram fosse stato all’Inter in forma, avrebbe vissuto questo torneo in modo così marginale? Impossibile dirlo. Quello che sappiamo è che Mbappé, Barcola e Dembelé hanno dominato il reparto offensivo francese, e che per l’ex nerazzurro lo spazio è rimasto un miraggio.
I QUATTRO ELIMINATI:
Petar Sucic (Croazia) — eliminato ai sedicesimi
Il Portogallo ha eliminato la Croazia 2-1 ai sedicesimi, con Perisic che aveva segnato il momentaneo 1-1 al 53′ prima che Ronaldo su rigore e Gonçalo Ramos nel recupero ribaltassero tutto. Sucic ha chiuso il Mondiale con 1 gol e 1 assist, il record di secondo giocatore croato più giovane a segnare in una Coppa del Mondo e la certezza di aver fatto benissimo la sua parte. Torna a Milano con una stagione importante davanti.
Denzel Dumfries (Olanda) — eliminato ai sedicesimi
I Paesi Bassi sono stati eliminati dal Marocco ai rigori, 5-3 dal dischetto dopo l’1-1 nei tempi regolamentari. Dumfries, ormai al Real Madrid, aveva disputato un girone di ottimo livello con 2 assist. Koeman si è dimesso dopo l’eliminazione. L’addio al calcio italiano del terzino è avvenuto sul palcoscenico più grande.
Ange-Yoan Bonny (Costa d’Avorio) — eliminato ai sedicesimi
La Norvegia di Haaland ha eliminato la Costa d’Avorio con un 2-1 sofferto. Bonny ha deluso in tutte e quattro le partite giocate al Mondiale, non riuscendo mai a incidere né da titolare né da subentrato. Un torneo da dimenticare che apre interrogativi importanti sul suo futuro in nerazzurro.
Hakan Calhanoglu (Turchia) — eliminato ai gironi
Il capitano turco aveva già salutato il Mondiale prima ancora dei sedicesimi, eliminato in una fase a gironi disastrosa per la nazionale di Montella. Zero gol, zero assist, zero punti. Un torneo da archiviare in fretta.
Il bilancio nerazzurro: due su sette ai quarti
Restano in corsa Lautaro con l’Argentina agli ottavi contro l’Egitto e Akanji con la Svizzera contro la Colombia. Thuram in bilico per i quarti di finale. Tutti gli altri hanno già fatto i bagagli.
È un bilancio deludente rispetto alle aspettative iniziali. Ma va contestualizzato: Sucic ha incantato prima dell’eliminazione della Croazia, Dumfries ha fatto il Dumfries che tutti conosciamo. Il vero rimpianto è Thuram, che avrebbe potuto essere protagonista con la Francia e invece ha vissuto il torneo quasi da spettatore.
Lautaro sa che adesso tocca a lui. Argentina-Egitto è la partita della verità per il capitano nerazzurro. O si sveglia il Toro, o il Mondiale azzurra anche l’ultima bandiera nerazzurra in campo.
Forza Inter. Anche a 9.000 chilometri di distanza.
