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Il Maestro Andrea Bocelli, intervistato dalla Gazzetta dello Sport a margine del Fifa Countdown Concert di Città del Messico – dove ha aperto i Mondiali cantando l’inno ufficiale “DNA” insieme a David Guetta e Megan Thee Stallion – non ha resistito a parlare della sua Inter. E le parole che ha usato sono quelle di un tifoso vero, non di un testimonial.
Scudetto e Coppa Italia: “Una solidità che non si improvvisa”
“Vincere lo scudetto con tre giornate d’anticipo e poi la Coppa Italia è stato un dono che ho vissuto con grande gioia”, ha detto Bocelli. Ciò che lo ha sorpreso di più non è stato il risultato, ma il come: “Ha tenuto lo stesso ritmo per tutta la stagione, senza perdersi quando le cose si sono complicate. Dietro c’è una solidità che viene dal gruppo e dal lavoro di tutti i giorni”.
Su Chivu: oltre ogni aspettativa
Bocelli era stato tra chi aveva chiesto pazienza per l’allenatore rumeno. A stagione conclusa, il giudizio è netto: “A stagione in corso dicevo che a Chivu si doveva dare tempo e che non gli si potevano chiedere miracoli; lui ha fatto molto di più, vincendo al primo tentativo, da uomo che quella maglia l’ha onorata anche da giocatore, nell’anno del Triplete. Ha unito autorevolezza e misura e si è visto sul campo”.
Il giocatore chiave? Lautaro, ma il merito è di tutti
Alla domanda sul singolo più decisivo, il Maestro non vuole fare torto a nessuno: “Fatico a sceglierne uno. Di certo il peso del capitano, Lautaro Martinez, con i suoi gol, è stato enorme. In una squadra che vince, però, il merito resta di tutti”.
Champions: “Resto ottimista”
Da interista, il sogno per la prossima stagione è uno solo. “Naturalmente ci spero”, dice Bocelli, con la cautela di chi conosce il palcoscenico: “Nel calcio, come a teatro, un primo atto può indirizzare la storia ma non ne decide l’esito. Serviranno lucidità e pazienza, e la consapevolezza che un traguardo così si costruisce passo dopo passo”.
Il ritiro prima della finale: “Semplici e seri, più di quanto si immagini”
Prima della finale di Coppa Italia a Roma, Bocelli è andato a trovare la squadra in hotel. Un incontro che lo ha colpito: “Mi ha sorpreso la serenità con cui vivevano l’attesa di una finale, e la gentilezza con cui mi hanno accolto. Semplici e seri, più di quanto talvolta si immagini da fuori”.
